Essere un azionista di Tesla negli ultimi anni è stata una di quelle sensazioni che di solito uno ha nel corso di situazioni nelle quali si tengono a portata di mano le compresse per il mal d'auto e l'annuncio di ieri, che la società ha mancato i target di consegna per le sue auto, probabilmente comporterà che le azioni apriranno nettamente in ribasso nel momento in cui partiranno le contrattazioni.

La società ha dichiarato di aver consegnato 63.000 vetture nel primo trimestre, un grosso calo rispetto al quarto trimestre, mancando le stime per 13.000 unità, anche se nel periodo ha prodotto 77.100 vetture.

Con le azioni destinate ad aprire bruscamente in ribasso gli investitori devono valutare se il rallentamento è dovuto a un calo della domanda o se dipenda dall'incapacità di Tesla di soddisfare tale domanda.

A prima vista il problema che la compagnia sembra avere è quello della logistica con 10.600 vetture in transito, dovuto al fatto che ha una sola fabbrica situata nell'area di San Francisco.

L'azienda ha in programma di costruire una fabbrica in Cina per soddisfare la crescente domanda, ma questo obiettivo sembra ancora lontano.

Nonostante il calo delle consegne Tesla ha insistito sul fatto che continuerà a raggiungere l'obiettivo annuale compreso tra 360 e 400 mila unità per il 2019, che rappresenterebbe ancora un significativo miglioramento rispetto al 2018.

È anche un grosso problema data la delusione per questo trimestre, tuttavia le consegne del primo trimestre erano ancora ben più del doppio rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno e le consegne del Model 3 hanno superato le aspettative.

Detto questo, l'obiettivo complessivo rimane comunque un compito arduo da raggiungere dato che Tesla dovrebbe consegnare almeno 100 mila auto ogni trimestre, per i prossimi tre trimestri. Questo sarebbe un record e ben al di sopra del precedente record di oltre 90.000 auto nel quarto trimestre dell'anno scorso.

Separatamente a questi numeri, la riaffermazione della guidance tra 360 e 400 mila automobili per il 2019 pone un problema al CEO Elon Musk dato che all'inizio di quest'anno ha twittato che Tesla avrebbe costruito 500 mila auto nel 2019.

La ragione di ciò è che, come parte di un accordo da 40 milioni di dollari risalente al 2018 con la Securities and Exchange Commission (SEC), Musk ha accettato di essere vincolato da regole che stabilivano che qualsiasi tweet sulla compagnia doveva essere pre-approvato se ci fosse qualche indicazione importante per le performance della compagnia.

Questo accordo è la conseguenza di dichiarazioni che Musk ha fatto nel 2018 secondo le quali si era assicurato dei finanziamenti per portare al delisting della società ad un prezzo di 420 dollari per azione, un'affermazione che alla fine si è rivelata non veritiera. Se la SEC riscontrasse una violazione da parte di Musk, potrebbe imporre sanzioni contro Musk o la stessa compagnia.

Queste sanzioni potrebbero assumere la forma di una multa o anche un divieto temporaneo per Musk a gestire la società. In quanto tale, il problema più grande di Tesla rimane la naturale predisposizione della bocca di Elon Musk ad attivarsi piuttosto che la capacità di Tesla di raggiungere i suoi obiettivi di produzione. Quanto tempo ci vorrà prima che gli azionisti si stanchino di essere su questa particolare tipologia di montagna russa?

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Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 04/04/2019

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