Il recente rally nei mercati europei sembra essersi alla fine arenato questa settimana dal momento che gli investitori iniziano a prendere profitti per le preoccupazioni sul fatto che il contesto macroeconomico sia molto più debole di quanto si pensasse e che qualunque sia il risultato della disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina, non sarà sufficiente a mitigare un più ampio rallentamento economico, con i downgrade OCSE di questa settimana che acuiscono anche le preoccupazioni degli investitori.

La narrativa in questo caso è stata rafforzata da alcuni numeri sul commercio cinese piuttosto deludenti per febbraio, che hanno visto un calo delle esportazioni di oltre il 20% e un calo delle importazioni del 5,7%, mancando entrambe le aspettative di un ampio margine, finendo per spingere ancora di più i mercati asiatici in territorio negativo e il Nikkei225 alla sua peggiore performance settimanale da dicembre, mentre i mercati qui in Europa stanno  aprendo in territorio negativo. Nonostante la delusione per i numeri del commercio cinese, va ricordato che sono stati enormemente distorti dalle festività del nuovo anno lunare con la maggior parte del paese chiuso per diversi giorni, il che significa che i numeri devono essere considerati in questo contesto.

Su una nota più ottimistica invece, gli ultimi dati sul PIL dal Giappone sono leggermente superiori alle aspettative allo 0,5%.

Gli ordinativi di fabbrica tedeschi di questa mattina di gennaio, che hanno visto un altro forte calo questa volta del 2,6%, contribuiscono a rafforzare la decisione a sorpresa di ieri da parte della BCE di impegnarsi a ulteriori misure di stimolo entro la fine dell'anno con l'introduzione di un'altra TLTRO, il cui inizio è programmato per settembre. D'altro canto i numeri della produzione industriale per la Francia sono stati migliori del previsto.

La conseguenza del nuovo annuncio di TLTRO è stato quello di vedere i titoli finanziari in Europa scendere pesantemente ieri dato che i rendimenti in calo e le curve di rendimento appiattite hanno sollevato ulteriori preoccupazioni sulla loro capacità di migliorare i margini di profitto.

Questo potrebbe anche aiutare a spiegare le notizie di questa mattina che secondo le quali Deutsche Bank stia intensificando i colloqui di fusione con Commerzbank. Mentre alcuni potrebbero vedere questo come un passo necessario per sostenere il settore bancario tedesco, sappiamo già da amara esperienza che la fusione di due banche in difficoltà ha il potenziale per essere una ricetta per il disastro. Dal troppo grande per grande per fallire al troppo grande per essere salvato, mentre l'economia in Europa continua a faticare e i margini continuano a ridursi.

Nel novembre dello scorso anno la Banca Centrale Europea aveva dichiarato che solo un serio shock economico avrebbe potuto spingere l'attuazione di nuove misure di stimolo e che il rallentamento sarebbe stato probabilmente temporaneo. Ieri la BCE ha dovuto abdicare alla valutazione di un rallentamento temporaneo mentre ha annunciato la prospettiva di un nuovo programma TLTRO a 2 anni, programmato per iniziare tra sei mesi a settembre, estendendo la sua guidance sui tassi bassi fino alla fine del 2019 , che a prima vista sembra una mossa piuttosto prudente, ma probabilmente è stato un tentativo di moderare una reazione del mercato sul fatto che i funzionari della BCE son sempre più preoccupati di quanto non stiano lasciando intendere.

Le azioni della BCE suggeriscono di avere scarsa fiducia in qualsiasi tipo di ripresa dell'attività economica nei prossimi mesi, e come tale, visti i commenti di novembre, sembrerebbe che la BCE ritenga che l'area dell'euro sia in preda a un significativo shock economico, spingendo l'euro ai suoi livelli più bassi dal 2017. La Banca Centrale Europea non è l'unica banca centrale preoccupata per le prospettive economiche, questa settimana anche la Banca del Canada e la Reserve Bank of Australia hanno emesso aggiornamenti abbastanza accomodanti e anche la Federal Reserve sembra stia diventando fredda su ulteriori misure restrittive dopo Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha annunciato che i politici statunitensi sono pronti ad esercitare pazienza in una "nuova normalità" di crescita più lenta.

I numeri sul mercato del lavoro americano di oggi potrebbero nutrire l'idea di un contesto più debole o complicarla a seconda del punto di vista. A gennaio abbiamo registrato un notevole aumento della crescita delle buste paga a 304000, anche se molti di questi nuovi posti di lavoro sono stati il risultato di un aumento di lavoro part time in seguito allo shutdown del governo statunitense. Il numero di dicembre è stato rivisto al ribasso da 312 mila a 222, quindi ci sono buone probabilità di vedere una revisione simile al ribasso oggi per il dato di gennaio. Per il mese di febbraio i mercati si attendono un aumento più modesto di 180 mila unità, in linea con il dato ADP di 183 mila, tuttavia è il fronte salariale che potrebbe favorire ulteriori rialzi del dollaro questa settimana. Dopo una modesta frenata del tasso di crescita dei salari al 3,2% di gennaio, i salari dovrebbero risalire fino al 3,3%, dove erano a dicembre e ai massimi di questo decennio, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al di sotto del 4% al 3,9%.

I dati sui salari canadesi di febbraio potrebbero anche rinforzare il tono accomodante della Bank of Canada all'inizio di questa settimana, con un dato debole sul fronte dei nuovi occupati, nonché un modesto rallentamento della crescita delle retribuzioni all'1,7%.

Sul fronte aziendale, Debenhams, la catena di disribuzione al dettaglio in difficoltà, dovrebbe ancora una volta essere sotto i riflettori in scia alle indiscrezioni rapporti secondo cui Mike Ashley, CEO di Sports Direct, sta cercando di prendere il controllo del business in difficoltà per gestirlo da solo, dimettendosi da CEO di Sports Direct. Debenhams ha emesso un altro profit warning all'inizio di questa settimana. Qualunque sia il risultato degli ultimi sviluppi, sta diventando più chiaro che si sta arrivando qualche forma di stallo, con Ashley che ha dichiarato di voler integrare l'attività con con House of Fraser.

La sterlina sembra essere impermeabile al crescente stallo politico tra Bruxelles e Londra e in vista dei voti parlamentari della prossima settimana. Il "no deal" continua ad essere l'opzione di default, con i mercati che si aspettano sempre più che i parlamentari approvino una nuova mozione che revochi quello che sarebbe il processo automatico di uscita del Regno Unito dall'UE il 29 marzo. Questa è una enorme aspettativa e su cui non farei una grossa scommessa dato le grandi divisioni già considerevoli tra i parlamentari. I mercati statunitensi sembrano destinati a un'altra brutta sessione sulla scia delle deboli sedute in Asia ed Europei di oggi e sembrano destinati a concludere con la peggiore performance settimanale dall'inizio di dicembre.

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