Unicredit

Indiscrezioni dalla Germania sembrerebbero suggerire che la banca italiana Unicredit sia pronta per avventarsi su Commerzbank nel caso in cui la fusione con Deutsche Bank fallisca.

Questo è un tipo di accordo che avrebbe più senso rispetto al tentativo di fondere due banche tedesche in difficoltà, tuttavia è ancora probabile che debba far fronte a un numero significativo di ostacoli. In primo luogo si basa su un fallimento degli attuali colloqui tra Deutsche Bank e Commerzbank, ma anche se ciò accadesse, il che sembra probabile data l'opposizione sindacale e la prospettiva di dover raccogliere capitali extra, dovranno anche convincere il tedesco governo che detiene una partecipazione del 15% nell'istituto di credito tedesco.

Un vantaggio che ha Unicredit risiede nel fatto che, nonostante le debolezze del sistema bancario italiano, almeno Unicredit è stata una delle poche banche italiane negli ultimi anni che ha adottato misure per rafforzare la propria posizione finanziaria. Considerando i dati più recenti, la banca ha registrato profitti netti trimestrali pari a 1,73 miliardi di euro, anche se questo risultato è stato favorito da una plusvalenza di 887 milioni di euro.

Nel 2017 la banca ha raccolto 13 miliardi di euro per aumentare i suoi coefficienti patrimoniali, mentre ha accantonato 8,1 miliardi di euro per sofferenze. All'epoca questa cifra  rappresentava più della sua intera capitalizzazione di mercato, dato che la banca era riuscita a evitare il disastro finanziario dopo aver raccolto circa 6 miliardi di euro nel 2012. Con una capitalizzazione di mercato ora superiore a 25 miliardi di euro e già proprietaria della banca retail tedesca Hypovereinsbank, sembrerebbe che il management della banca sia abbastanza sicuro nella forza della banca ristrutturata per aumentare la propria esposizione verso il settore bancario retail tedesco.

Commerzbank è anche la meno costosa delle due banche tedesche con una capitalizzazione di 9 miliardi di euro e sembra essere più avanti lungo il percorso di ristrutturazione, tuttavia sta ancora faticando sul fronte della redditività, sebbene nei suoi ultimi numeri del quarto trimestre abbia mostrato un aumento del 51% dell'utile netto a 113 milioni di euro, anche se ha ridimensionato le sue proiezioni per i ricavi per il 2020.

Anche senza considerare le preoccupazioni per il settore bancario italiano, questa sarebbe comunque una scommessa rischiosa visti i bassi margini e la forte concorrenza nel mercato bancario tedesco. Se la fusione dovesse essere approvata, la rete di filiali totalizzerebbe quasi 1.500 filiali in tutta la Germania, anche se probabilmente sarebbe ancora più piccola di Deutsche, considerata anche la controllata Postbank. In confronto nel Regno Unito si stima che Lloyds abbia circa 1.200 filiali, mentre NatWest ne ha circa 1.000, anche se questi numeri sono basati sulle stime del 2017.

Unicredit possiede anche una partecipazione in Yapi Kredit in Turchia, che potrebbe finire per costare qualche miliardo di euro se la situazione geopolitica in Turchia peggiorasse, anche se dovrebbe essere qualcosa di contenibile. La domanda più grande è se questa sia una mossa saggia, date le preoccupazioni per il settore bancario italiano, la bassa redditività del settore bancario tedesco e la prospettiva che i tassi di interesse rimarranno probabilmente ancorati al pavimento per gli anni a venire.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 04/04/2019

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