I mercati azionari europei sono saliti ieri dato che sono scesi in campo investitori alla ricerca di buoni affari e il sentiment positivo ha preso il sopravvento nonostante le continue vicissitudini  politiche.

Il rapporto tra Roma e Bruxelles è stato ancora  teso ieri, quando l'UE ha dichiarato che aprirà una procedura d'infrazione verso il governo italiano per il deficit di bilancio previsto. La coalizione anti-establishment non si è piegata all'autorità dell'Unione europea, e il vicepremier  Matteo Salvini ha affermato che le sanzioni rappresentano una mancanza di rispetto  per gli italiani. L'Italia è un contribuente netto per l'UE e il paese ha il terzo più grande mercato dei titoli di stato del mondo e Bruxelles non affonderà il colpo dato che l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato italiani potrebbe innescare un altro round  della crisi del debito dell'eurozona. Se dovessimo vedere le banche italiane nei guai, le conseguenze potrebbero essere molto più grandi della crisi greca.

Gli indici statunitensi hanno in gran parte chiuso in rialzo nel corso della giornata lontano però dai massimi della sessione. Il terreno perso  nelle ultime ore di trading non ispira fiducia. Gli Stati Uniti festeggiano oggi il Ringraziamento e sembrerebbe che gli investitori non vogliano rimanere esposti in corrispondenza di una pausa festiva.

I mercati azionari asiatici sono stati contrastati ieri sera per le tensioni commerciali in corso tra Stati Uniti e Cina.

Il primo ministro May si è recato a Bruxelles ieri per cercare di concludere un accordo prima del vertice UE di domenica. Problemi come Gibilterra, accesso al mercato unico e pesca sono ancora da affrontare. Theresa May è già sotto l'enorme pressione del suo stesso partito ed è essenziale che lei abbia una posizione salda per il Regno Unito. Allo stato attuale, il progetto di accordo di ritiro sembra essere molto impopolare, e gli operatori si stanno chiedendo se sarà in grado di farlo approvare in parlamento. Le notizie relative alla Brexit costanti rappresentano il rumore di fondo, ma qualsiasi indicazione che il Regno Unito stia andando verso  "no deal" probabilmente avrà un impatto negativo sulla sterlina.

Il petrolio ha avuto un grande rimbalzo ieri, che ha permesso di recuperare circa metà delle perdite del giorno precedente. Il rapporto sulle scorte diffuso dall'Energy Information Administration ha mostrato un incremento delle scorte di petrolio di 4,85 milioni di barili, ma le scorte di benzina sono diminuite di 1,29 milioni di barili - il livello più basso da dicembre 2017. Il rapporto mostra anche che le scorte di greggio a Cushing, in Oklahoma sono scese per la prima volta in nove settimane.

Dagli Stati Uniti sono arrivati  ieri dati  economici mediocri. Il rapporto sugli investimenti in beni durevoli ha mostrato un calo del 4,4% in ottobre, ma il report  che non considera il settore dei trasporti  ha mostrato un aumento dello 0,1%, quindi il settore  delle vendite al dettaglio non è così desolante come inizialmente pensato.

Le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate da 8.000 a 224.000, il che non è un problema rilevante, visto che il mercato del lavoro è al suo massimo da decenni. L'indice sul sentiment dei consumatori dell' Università del Michigan è sceso a 97,5 - un minimo di tre mesi.

Nonostante i dati non travolgenti degli Stati Uniti, c'è ancora ampia convinzione  che la Federal Reserve aumenti i tassi a dicembre.

Oggi è probabile che i mercati restino tranquilli mentre gli Stati Uniti festeggiano il Ringraziamento. L'indice di fiducia delle imprese francesi e i rapporti sulla fiducia dei consumatori della zona euro saranno annunciati rispettivamente alle 8:45  e alle 16:00.

EUR/USD - ha iniziato a scendere dalla fine di settembre e se si mantenesse al di sotto della regione 1.1510/00, potrebbe aprirsi la strada per il test della zona 1.1215. Una mossa al rialzo potrebbe imbattersi nella resistenza a 1.1555 corrispondente alla media mobile a 100 giorni.

GBP / USD - è in calo dall'inizio di ottobre, e se la trand ribassista continuasse, potrebbe raggiungere il target di 1.2661. Se il livello di 1.3000 venisse recuperato, potrebbe mettere il livello di 1.3174 nel radar.

EUR / GBP - il momentum è rialzista, e una rottura al di sopra del livello di 0.8939 potrebbe portare 0.9000 in gioco. Il supporto potrebbe essere trovato a 0.8834 corrispondente alla media mobile a 200 giorni.

USD / JPY - la tendenza al rialzo iniziata a marzo è ancora intatta e, se il trend positiva continuasse, potrebbe raggiungere il target di 114,73. Il supporto potrebbe essere trovato a 112,00

 

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 22/11/2018

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