• La Bank of Canada rialza i tassi d’interesse dello 0.25%;
  • Pil cinese in crescita del 6.8% su base annua;
  • Prima trimestrale negativa in 6 anni per Goldman Sachs, attesa per oggi la trimestrale di Morgan Stanley;
  • Per il Dow Jones prima chiusura sopra i 26000 punti.

Come da attese la Bank of Canada ha deciso di aumentare i tassi d’interesse di 25 punti base, anche se il governatore Stephen Poloz e la sua vice Carolyn Wilkins hanno tenuto a sottolineare come l’eventuale cancellazione dell’accordo NAFTA di libero scambio con gli USA potrebbe rappresentare un serio rischio per l’outlook economico. L’eleminazione del NAFTA rappresenterebbe un evento negativo sia per USA che Canada, ma è molto difficile quantificare l’impatto che potrebbe avere sull’economia canadese, pur tenendo in considerazione come gli scambi commerciali con gli USA rappresentano al momento il 32% del Pil canadese. Poloz ha evidenziato come le successive mosse saranno guidate esclusivamente dai dati macroeconomici e di conseguenza non ha indicato quanti aumenti potranno esserci nel corso del 2018.  Immediatamente dopo l’annuncio il dollaro canadese ha perso terreno nei confronti del dollaro americano, salvo poi recuperare le perdite nel corso della giornata.

Nella notte sono stati invece diffusi i dati sul Pil cinese, che hanno superato le aspettative, con un tasso di crescita su base annua del 6.8%, mente le attese degli economisti interpellati da Reuters erano per una crescita del 6.7% . A spingere al rialzo i risultati di crescita è stato il miglioramento dell’economia globale, che ha sostenuto l’economia cinese in una fase critica di transizione nella quale il settore terziario sta sostituendo il manifatturiero quale traino dell’economia.  Dopo la pubblicazione della notizia i mercati asiatici sono saliti, con il Nikkei che ha superato quota 24000 punti per la prima volta dal 1991, salvo poi ritracciare.

Nel Frattempo entra nel vivo la stagione delle trimestrali dopo che ieri Goldman Sachs e Bank of America hanno pubblicato i risultati per l’ultimo trimestre del 2017, che hanno confermato la debolezza del settore fixed income, problema che già si era evidenziato nel corso dell’anno. Bank of America ha fatto segnare profitti per 2.37 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 4.54 miliardi dell’anno prima, anche se se gran parte della perdita è dovuta ad una svalutazione dei crediti fiscali richiesta dalla nuova legge tributaria. Al netto di questa posta straordinaria i profitti sarebbero stati di 5.3 miliardi di dollari. Goldman Sachs a causa dei questa rettifica ha invece fatto segnare una perdita, anche se a pesare sulla discesa del titolo è stata la pessima performance del settore fix income, che ha avuto ricavi in calo del 50% rispetto all’anno precedente.

Per oggi è invece prevista la trimestrale di Morgan Stanley, per cui sono previsti profitti di 1.45 miliardi di dollari o 77 centesimi per azione, con ricavi a 9.2 miliardi di dollari. La rettifica per i crediti fiscali dovrebbe essere di 1.25 miliardi di dollari.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 17/01/2018

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