Nonostante il protrarsi  della recente volatilità che ha caratterizzato i movimenti nei mercati azionari negli ultimi mesi, sembra che potremmo in vista di un'altra settimana positiva per i mercati europei, dopo la sessione positiva di ieri e un altro forte rimbalzo nei mercati statunitensi.

Questa sarebbe la terza settimana consecutiva di rialzi in Europa e ciò suggerisce che, nonostante le preoccupazioni su un'escalation delle tensioni commerciali, nonché una possibile escalation delle ostilità in Medio Oriente, i mercati azionari potrebbe anche iniziare a scolpirsi  una qualche forma di piedistallo a breve termine da cui ripartire.

Questa settimana i mercati statunitensi sono riusciti a mantenersi al di sopra della media mobile a 200 giorni contribuendo ulteriormente a sostenere i prezzi delle azioni globali, dopo che il presidente Trump ha smussato la sua posizione su imminenti attacchi missilistici, con un tweet che suggeriva che un intervento militare non fosse imminente come inizialmente pensato, sempre che lo si sia pensato davvero. Questa posizione è stata rafforzata in seguito dai commenti del segretario alla Difesa americano James Mattis, il quale ha affermato che non era stata ancora presa alcuna decisione in merito a una risposta, militare o di altro genere, sebbene fossero stati discussi obiettivi futuri.

Ci sono state anche alcune voci sul fatto che qualche forma di accordo sul NAFTA potrebbe essere imminente nei prossimi giorni, il che ha anche contribuito a limitare i rischi al ribasso, mentre è stato riportato in serata che il presidente Trump avrebbe detto ai suoi consiglieri di riesaminare l’opportunità di un  rientro nel (TPP) Trans Pacific Partnership ma solo se fosse in termini "sostanzialmente migliore rispetto all'accordo stretto dal Presidente Obama".

Sarebbe estremamente ingenuo sostenere che gli eventi delle ultime 24 ore significano che è passata la minaccia di un'escalation militare, ma per ora mentre il rumore di fondo sta guidando la direzione a breve termine dato che i mercati virano al rialzo e al ribasso, la recente price action potrebbe suggerire che potremmo cercare di dirigerci verso la parte più alta del trading range nei prossimi giorni, in particolare se profitti delle aziende americane dovessero superare le aspettative, a partire da JP Morgan e Citigroup che hanno goduto di discreti guadagni ieri prima delle trimestrali di oggi.

Il tono rialzista per i titoli azionari europei è stato anche aiutato da un euro più debole dopo la pubblicazione dell'ultimo verbale della BCE, che ha mostrato che i responsabili della politica monetaria siano preoccupati dei rischi per l'economia degli effetti di un euro più forte sulla capacità della banca centrale di raggiungere il suo obiettivo di inflazione. C'era anche la preoccupazione che il piano di uscita dallo stimolo potesse essere indebolito in caso di un ulteriore deterioramento delle relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.

L'indebolimento dell'euro e il tono leggermente più fiducioso nei mercati, hanno contribuito a risollevare il dollaro USA sulla scia dei verbali della Fed, aiutando il retest dei massimi della settimana contro lo yen giapponese con vendite anche su i titoli del Tesoro americano, contribuendo a spingere  i rendimenti del decennale  statunitensi ai livelli più alti per questo mese.

Anche la sterlina ha beneficiato della discesa dell'euro toccando un massimo di nove mesi mentre gli operatori finanziari hanno ripreso in considerazione la prospettiva di un rialzo dei tassi dalla Bank of England il mese prossimo.

Nei dati diffusi durante la notte, la Cina ha registrato il suo primo deficit commerciale (misurato in dollari USA) in oltre un anno, poiché le esportazioni di marzo hanno subito un brusco calo del 2,7%. Questo è stato uno scostamento significativo dalle attese di un aumento dell'11,9% e ben al di sotto del 44,5% registrato in febbraio. Le importazioni sono aumentate del 5,9% ben al di sotto dell’ aumento previsto del 12,4%, leggermente inferiore all'aumento del 6,3% di febbraio. Anche se i dati di un mese non devono essere fonte di preoccupazione e potrebbero essere attribuiti a fattori stagionali, le forti variazioni nei numeri delle esportazioni sollevano la preoccupazione che dietro a una distanza piuttosto ampia possano esserci preoccupazioni di guerra commerciale o un rallentamento della domanda globale.

EURUSD - si è imbattuto nella resistenza sul livello di 1.2400 all'inizio di questa settimana, prima di tornare indietro, mantenendo intatta il trading range 1.2200 / 1.2500. Dobbiamo vedere una rottura sotto 1.2160 o una rottura sopra 1.2540 per pensare ad un forte movimento in entrambe le direzioni.

GBPUSD – la media mobile a 200 settimane a 1,4250, rimane una barriera chiave per la sterlina, con una rottura che potrebbe mirare a una potenziale movimento verso il massimo di quest'anno a 1.4350 e potenzialmente a 1.4500. Abbiamo supporti a 1.4080 e in area 1.3970.

EURGBP - la rottura di ieri al di sotto dell'area 0.8700 ha aperto il movimento verso un nuovo minimo a 10 mesi e potrebbe segnalare ulteriori perdite in caso di una rottura sotto 0.8640 verso il livello 0.8300 e i minimi del 2017. Solo un ritorno al di sopra di 0.8750 si stabilizzerebbe e suggerirebbe un ritorno all'area 0.8800.

USDJPY - ha compiuto diversi tentativi di superare l'area 107.50 negli ultimi cinque giorni senza successo. Una mancata rottura sopra 107.50 pone come obiettivo il supporto a 106.60, con ulteriore supporto  a 105.20. Una movimento al di sopra 107.50 comporterebbe un target a 108.20. L'area 105.20 rimane un supporto chiave con una rottura sotto 105,00 che apre una movimento verso 103.00.

Fonte : CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 13/04/2018
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