- Dow Jones per la prima volta sopra 26000 punti

- Steve Bannon chiamato a testimoniare in merito a possibili legami tra Trump e la Russia

- Indice Empire State in frenata, ma comunque positivo

- Previste per oggi prima dell'apertura le trimestrali di Bank of America e Goldman Sachs

Il Dow Jones per la prima volta ieri ha superato il livello di 26000 punti, salvo poi ritracciare con una certa decisione, annullando i guadagni della giornata dopo la diffusione della notizia del mandato di comparizione notificato a Steve Bannon, ex braccio destro di Donald Trump. Il procuratore Robert Muller, che sta indagando sui possibili legami tra Trump e la Russia, ha chiamato l’ex stratega di Trump a testimoniare secondo quanto riportato dal New York Times. Dal punto di vista macro da evidenziare la doccia fredda che è arrivata dall’indice Empire State, il quale è sceso a 17,7 punti dai 19.6 di dicembre. L’indice che viene pubblicato dalla Fed misura l’attività manifatturiera nello stato di New York, basandosi sui dati relativi alle vendite, prezzi, scorte, numeri di dipendenti e passività finanziarie delle fabbriche attive nello stato di New York. Nonostante il rallentamento è da sottolineare come questi numeri mostrino una solida crescita dell’attività manifatturiera, in attesa che già giovedì venga pubblicato l’indice Philadelfia.

Oggi prima dell’apertura delle contrattazioni saranno pubblicate le trimestrali per Goldman Sachs e Bank of America, dopo che ieri c’è già stata la pubblicazione della trimestrale di Citigroup, che ha riportato una perdita di 22 miliardi di dollari nel quarto trimestre, dovuta all’applicazione di una nuova legge tributaria.  Da valutare con grande attenzione l’impatto delle attività di tradig, che potrebbero aver subito negativamente la bassa volatilità dei mercati, soprattutto nel confronto con l’ultimo trimestre del 2016, caratterizzato da un’alta volatilità in concomitanza delle elezioni americane. In generale la visione degli analisti è comunque positiva, per la continua crescita economica e per l’aumento dei tassi che la Fed sta perseguendo.

In particolare per Bank of America si attendono utili per azione a 0.44 $, rispetto ai 0.40 dello scorso trimestre e ricavi di 21,28 miliardi. Il Ceo Brian Moynihan ha già anticipato che i ricavi dalla divisione trading saranno in ribasso del 15% anno su anno, in linea con quanto accaduto nel terzo trimestre. Per Goldman Sachs sono invece attesi utili per azione a 4.90 $, in discesa rispetto ai 5.08 del precedente trimestre e ricavi a 7.63 miliardi di $.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 17/01/2018

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