La scorsa settimana si è conclusa con la pubblicazione dell’attesissimo report mensile sull’occupazione americana, che ha confermato ancora una volta il buono stato di salute del mercato del lavoro USA, anche se la crescita dei salari è stata al di sotto delle attese. Su base annua i salari sono aumentati del 2.7%, mentre le attese erano di un aumento del 2.8%, mentre è aumentato il tasso di disoccupazione è salito al 4%, a causa della crescita della forza lavoro, dato che molti inattivi (si stima più di 600000 individui) hanno ricominciato a cercare attivamente un’occupazione. In totale sono stati creati nel mese di giugno 213000 nuovi posti di lavoro, mentre le attese erano per un aumento di 195000.

Per la prossima settimana l’attenzione degli operatori sarà concentrata principalmente sui dati macroeconomici che saranno pubblicati in Cina tra martedì e venerdì, viste anche le crescenti preoccupazioni legate all’andamento dell’economia del dragone, vista anche l’introduzione dei nuovi dazi decisi dall’amministrazione Trump. In modo particolare venerdì avremo i dati relativi all’andamento della bilancia commerciale e sarà interessante verificare se si sia già verificato un impatto sull’andamento degli scambi commerciali. Martedì saranno invece pubblicati i dati sui prezzi al consumo e su quelli alla produzione, che potrebbero essere in aumento dato l’andamento delle materie prime.                                                                                                                                

Mercoledì si terrà la riunione della Bank of Canada che sarà chiamata a prendere una decisione in merito si tassi d’interesse. L’andamento dell’economia canadese è piuttosto positivo, come dimostrano anche i dati sull’occupazione pubblicati venerdì che hanno battuto le attese, la cui crescita è favorita anche dall’aumento dei prezzi del petrolio.  Già negli scorsi mesi il governatore Poloz avrebbe voluto aumentare i tassi d’interesse, ma ha desistito a causa della politica commerciale dell’amministrazione USA, che ha messo nel mirino le importazioni dal Canada e il relativo accordo commerciale (NAFTA). Questa volta le probabilità di un aumento di 25 basis point sembra essere molto probabile, tanto che secondo mercato le probabilità di un ritocco verso l’alto sono dell’81%.

Intanto USD/CAD ha raggiunto un’area di resistenza piuttosto interessante, disegnando un doppio massimo in area 1.34, nelle vicinanze del 78.6%, con il MACD (12,26,9) che sembra confermare l’inversione di tendenza.

Per quanto riguarda il Regno Unito e il l’Eurozona, le principali notizie arriveranno tra martedì e giovedì. Martedì avremo il dato relativo alla produzione industriale nel Regno Unito e la bilancia commerciale, dati che potrebbero fornire supporto alla Bank of England per un aumento dei tassi già a partire dalla prossima riunione in programma per il prossimo 2 agosto. Martedì è in programma la pubblicazione del dato ZEW, l’indice che misura il sentiment delle imprese tedesche, che previsto in calo per il terzo mese consecutivo, mentre giovedì avremo il dato sull’inflazione tedesca, prevista in crescita del 2.1% su base annua.

Il cambio EUR/GBP è rimasto fermo in un range piuttosto stretto dalla fine dello scorso anno, vedremo se prossime decisioni della Bank of England finiranno per smuovere le acque.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, è da evidenziare come la stagione delle trimestrali entrerà nel vivo nel corso della settimana, raggiungendo il culmine venerdì con la pubblicazione dei risultati per il secondo trimestre per alcune delle big della finanza, tra cui JP Morgan, Citigroup e Wells Fargo.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma">Piattaforma Next Generation. Performance nette al 09/07/2018

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