• Euro in forte recupero nei confronti del dollaro
  • Petrolio in discesa dopo che i dati API hanno mostrato una forte e inattesa crescita delle scorte
  • Indici americani chiudono interritorio negativo anche se lontano dai minimi di giornata
  • Pil giapponese ancora in crescita, ma il Nikkei
  • In Australia la crescita dei salari resta modesta nel terzo quarto

I dati macroeconomici positivi arrivati da Germania e Italia hanno avuto un impatto positivo sull’euro che ha avuto un forte balzo nei confronti del dollaro americano, portandosi ai massimi per il mese di novembre sopra quota 1.18. In particolare in Germania il Pil ha fatto segnare una crescita su base trimestrale dello 0.8%, contro un atteso +0.6%, mentre per l’Italia era atteso un +0.1%, mentre la lettura preliminare ha fatto segnare +0.5%.  I dati sull’inflazione per entrambi i paesi sono stati invece in linea con le attese degli operatori di mercato.

Gli indici americani hanno invece chiuso in negativo per la terza seduta negli ultimi 4 giorni, spinti al ribasso dalla debolezza del settore energetico e minerario, oltre dalle preoccupazioni di un possibile ritardo nell’approvazione della riforma fiscale. Sotto pressione ancora General Electric, dopo la presentazione del piano di restrutturazione orchestrato dal nuovo CEO John Flannery, con una perdita per la giornata del -5.9%. In crescita invece le quotazioni di Home Depot dopo la pubblicazione delle trimestrali che hanno superato le attese degli analisti.

Petrolio in ribasso dopo la pubblicazione dei dati API che hanno mostrato una crescita delle scorte di 6 milioni di barile, del tutto inattesa da parte del mercato. In crescita anche le scorte di benzina (+2.5 milioni di barili) e di altri distallati. Attesi per oggi i dati dell’Energy Information Administration in programma per le 16:30 da cui ci si attende una diminuzione delle scorte di 3 milioni di barili. Il petrolio continua comunque a quotare molto vicino ai massimi degli ultimi due anni sulla scia dell’attesa di un possibile rinnovo degli accordi tra paesi produttori di petrolio in occasione dell’incontro di fine novembre a Vienna.

Buoni anche i dati macroeconomici dal Giappone, dove il Pil su base annua ha mostrato una crescita dell’1.4%. La crescita è stata guidata soprattutto dalle esportazioni, mentre i consumi che contano per il 60% sono stati stagnanti. Questi dati hanno generato una risalita dello Yen contro il dollaro che ha causato una discesa del Nikkei, facendo segnare la sesta seduta negativa di fila.

Dall’Australia arriva invece una notizia non particolarmente positiva ma non del tutto inattesa. I salari sono saliti su base trimestrale dello 0.5%, mentre gli economisti si aspettavano una crescita dello 0.7%. La Rserve Bank of Australia probabilmente resterà ferma in attesa di una ripresa della dinamica di crescita salariale.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 15/11/2017

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