- Oggi è prevista un'audizione al Senato da parte di Jerome Powell alle 16.30;

- Venerdì come da consuetudine ci sarà la pubblicazione dei non-farm payroll;

- Focus anche sui dati relativi all'inflazione per USA e Eurozona;

- La Reserve Bank of Australia ha deciso di mantenere invariati i tassi d'interesse.

La prima seduta del nuovo trimestre è stata estremamente negativa per Wall Street, con l’indice S&P 500 che per la prima volta dal giugno 2016 ha chiuso al di sotto della media mobile a 200 giorni, spinto al ribasso dal sentiment negativo che ha travolto i mercati negli ultimi giorni. In questo momento a pesare sono soprattutto i timori di una possibile guerra commerciale e le incertezze che avvolgono il settore tecnologico, dopo lo scandolo Cambridge Analytics che si è abbattuto su Facebook. Non sembrano passarsela meglio nemmeno Amazon, sempre più bersagliata dalle belligeranti dichiarazioni di Donald Trump, e Tesla, che potrebbe essere costretta nei prossimi mesi a una ricapitalizzazione.

In questo contesto, Jerome Powel è chiamato a testimoniare davanti alla commissione bancaria del Senato oggi alle 16.00, dopo che negli scorsi giorni sono aumentate le aspettative di avere 4 rialzi dei tassi d’interesse nel corso del 2018. Oggi alle 14.30 verranno pubblicati i dati relativi all’inflazione legata ai consumi personali, una delle delle metriche maggiormente seguite dalla Federal Reserve, che è attesa ad un aumento mensile dello 0.3%. Venerdì invece sarà la volta dei non-farm payrolls, che dopo l’exploit dello scorso mese (+ 313 mila unità) è atteso riallinearsi alla media dell’ultimo periodo, con 195 mila nuovi posti di lavoro prodotti nel mese di marzo. Grande attenzione dovrà essere posta sull’andamento dei redditi, che dovrebbe far segnare un incremento dello 0.2% su base mensile.

Per quanto riguarda il mercato europeo, il focus dei mercati sarà concentrato sui dati inflazionistici in eurozona, dopo le schermaglie della scorsa settimana tra i rappresentanti della Bce, divisi come sempre tra i falchi che vorrebbero normalizzare quanto prima la politica monetaria, mentre le colombe continuano a tirare il freno. Domani alle 11.00 saranno i dati a parlare grazie alla pubblicazione del tasso d’inflazione per l’Eurozona, da cui è atteso un aumento su base annuale dell’1.4%, in rialzo rispetto all’1.2% di febbraio.

Nella notte si è invece tenuto il meeting della Reserve Bank Australia, che ha deciso di mantenere i tassi d’interesse fermi all’1.5%, il cui livello è ritenuto coerente con gli obiettivi di inflazione e crescita stabiliti dalla RBA. Il dollaro australiano dopo la decisione ha recuperato terreno soprattutto nei confronti del dollaro, dopo il ritracciamento subito lunedì a causa dei deludenti dati cinesi. Sulla decisione presa dal board guidato da Philip Lowe ha sicuramente pesato anche la minaccia di una possibile  guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

Dal punto di vista grafico il tasso di cambio AUD/USD ha trovato un significativo supporto sul livello di 0.7650, dove ha colo un interessante rimbalzo, la cui importanza è confermata anche dalla divergenza rialzista che si è evidenziata sul MACD. I livelli di resistenza da monitorare sono quelli di 0.7750 e 0.7775, che potrebbero rappresentare i target rialzisti di breve termine.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 03/04/2018

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