Per la maggior parte di quest'anno gli investitori sono stati in grado di lasciare dietro di sé le preoccupazioni circa il contesto  macroeconomico che li circonda e si sono concentrati invece sulla prospettiva di un esito positivo degli attuali colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Nelle ultime due settimane questa fiducia ha subito  un colpo, poiché l'ottimismo su qualsiasi tipo di accordo a breve termine è scomparso, mentre crescono le prove che nessuna delle due parti stia cercando di fare marcia indietro a breve termine.

La minaccia di questa settimana da parte della Cina di limitare l'esportazione di terre rare è l'ultimo giro di lancette sul quadrante, dato che controlla il 35% del mercato globale. Ciò ha significato che i mercati azionari hanno trovato un ulteriore rialzo molto più difficile da sostenere, in particolare dal momento che le tariffe cinesi su  60 miliardi di dollari di beni statunitensi sono destinate a prendere il via domani.

In un altro inaspettato sviluppo il presidente Trump ha annunciato che imporrà  una tariffa del 5% su tutte le importazioni messicane dal 10 giugno a meno che il Messico non prenda misure per affrontare la crisi dell'immigrazione al confine tra Stati Uniti e Messico. Queste aumenterebbero in modo incrementale se gli Stati Uniti non fossero soddisfatti dei progressi compiuti, fino a un livello del 25% entro ottobre. Questo annuncio a sorpresa, che si presenta  in seguito al recente accordo commerciale USMCA, è stato del tutto inaspettato e potrebbe far stravolgere  l'intero accordo.

Rende anche molto più difficile per i paesi dare fiducia agli impegni presi  dagli Stati Uniti quando si tratta di negoziati commerciali se il loro Presidente può così facilmente sganciare  una bomba a mano nel percorso di un accordo già concordato.

È probabile che questa mattina si aggiunga ulteriore pressione ai mercati azionari, con l'apertura dei mercati europei al ribasso, con il DAX che probabilmente sarà il più colpito dato che l'economia tedesca è maggiormente orientata alle esportazioni.

Anche i mercati statunitensi stanno iniziando a perdere colpi con la conseguenza che sembreremmo destinati a vedere i titoli azionari globali finire in ribasso questa settimana, oltre alle perdite che abbiamo visto la scorsa.

Abbiamo assistito a un modesto rimbalzo per i mercati europei ieri, che sembra destinato a evaporare  stamattina, mentre lo S&P 500 ha trovato supporto sulla sua media mobile a 200 giorni, tuttavia questo potrebbe essere solo un aggiustamento delle posizione di fine mese, con le azioni destinate a chiudere  il loro primo mese in negativo quest'anno.

Nonostante tutto ciò è importante mantenere il senso della prospettiva; ed è vero che il sentiment è peggiorato, ma restiamo ancora ampiamente  in territorio positivo per i mercati azionari quest'anno.

C'è stata una certa rotazione dalle azioni alle obbligazioni e il rimbalzo dei prezzi e la diminuzione dei rendimenti sono preoccupanti, tuttavia i prezzi dell'oro sono rimasti sottotono, il che suggerisce, per ora, che gli investitori non sono eccessivamente  spaventati

Ciò potrebbe tuttavia cambiare se il Presidente degli Stati Uniti continuasse a spaventare gli investitori con la sua tendenza ad annunciare le sue decisioni politiche su due piedi da Twitter.

Se i dati economici continuassero a deteriorarsi, o le tensioni commerciali peggiorassero ulteriormente, i mercati potrebbero iniziare a pagare ulteriori perdite.

Per ora i mercati azionari sono ancora al di sopra dei loro principali livelli di supporto tecnico, tuttavia ciò potrebbe cambiare nei prossimi giorni.

Un altro canarino nella miniera di carbone potrebbe essere il prezzo del petrolio che è scivolato bruscamente ieri, scendendo ai livelli più bassi in due mesi, nonostante le preoccupazioni geopolitiche sull'Iran, essendo cresciuto costantemente quest'anno grazie alle riduzioni della produzione dell'OPEC. Un forte calo della domanda potrebbe portare ad un eccesso di offerta se le preoccupazioni sul commercio portassero ad un rallentamento economico nei prossimi mesi.

Le tensioni tra l'Italia e l'Unione Europea sul budget italiano non stanno aiutando in termini di fiducia degli investitori, tuttavia anche qui gli investitori vedono ancora un appetito decente per il debito italiano, se le aste delle obbligazioni di questa settimana possono essere considerate indicative. La sensazione sembra essere che la Commissione Europea difficilmente censuri l'Italia immediatamente visto che la Francia trasgredito in modo seriale le regole e farlo potrebbe benissimo far cadere l'intero edificio sulle loro teste, dato che il vice primo ministro italiano Salvini si sta preparando per una battaglia .

È probabile che l'UE si tenga lontano dall' Italia fino a quando non saranno state completate alcune nomine chiave, in particolare dal momento che il presidente della Commissione europea Juncker, il presidente del Consiglio europeo Tusk e il presidente della BCE Draghi sono in  uscita e devono essere sostituiti.

Eventuali nuove nomine presidenziali potrebbero voler adottare un approccio diverso a un problema che ha il potenziale per essere un rischio esistenziale per l'intera area dell'euro.

Sul fronte dei dati, gli ultimi numeri dei PMI manifatturieri e servizi cinesi di maggio mostrano che l'economia cinese ha continuato a languire, nonostante gli sforzi per stimolarla negli ultimi mesi.Il settore manifatturiero ha mostrato un rallentamento rispetto al 50,1 di aprile, attestandosi a 49,3, con il sottoindice dell'occupazione che ha toccato il livello più debole dal 2009, mentre il non-manufacturing è rimasto stabile a 54,3.

EURUSD - i minimi recenti a 1.1110 rimangono il principale ostacolo a un passaggio verso l'area 1.1000. La tendenza rimane  per un euro più debole  finché resta  sotto 1.1270, mentre abbiamo anche resistenza nell'area 1.1230.

GBPUSD - ieri è scivolato sotto a 1.2600 e sembra destinato a un nuovo test dei minimi quest'anno a 1.2430. dobbiamo tornare sopra i massimi questa settimana, così come il livello 1.2765 per un consolidamento e discutere per un ritorno al livello 1.2860 / 70.

EURGBP - continua a trovare supporto sopra la media mobile a 200 giorni a 0,8780, e finché ci riesce il rischio di una mossa fino a 0,8850  e un test dell'area 0,8920 rimane. Al di sotto di 0.8780 si può discutere  di un ritorno all'area 0.8720.

USDJPY - l'area 109,10 / 20 ha funzionato come supporto decente nelle ultime due settimane. Finché resta  sopra questo supporto chiave il rischio è di tornare al livello di resistenza di 110.70. Una mossa a 110.80 potrebbe essere indicativa di una mossa verso l'area 111.30. Una mossa al di sotto di 109,00 apre le porte all'area 108.20 / 30.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 31/05/2019

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