Giornata piuttosto turbolenta per i principali listini azionari, con il Dow Jones che ha fatto segnare una perdita superiore ai mille punti, che nel corso della seduta è arrivata ad essere superiore ai 1500 punti. Anche lo S&P 500 ha chiuso con una perdita del 4.1%, la seduta peggiore dal 2011, quando venne annunciato il downgrade per gli Stati Uniti e la perdita della tripla A. Per il Nasdaq la perdita si è attestata al 3.8% e anche i listini asiatici hanno chiuso la seduta in territorio negativo.

Le perdite di ieri seguono il calo che già si era verificato venerdì dopo la pubblicazione dei non farm payroll, che hanno mostrato un aumento dei salari orari su base annua del 2.9%, superiore alle aspettative. La positiva dinamica dei salari ha messo prima sotto pressione il mercato obbligazionario, i cui rendimenti si sono alzati, per poi ripercuotersi sui mercati azionari. L’aumento dei salari potrebbe infatti provocare un aumento dell’inflazione, che potrebbe spingere le banche centrali ad aumentare i tassi d’interesse ad un ritmo più sostenuto rispetto a quanto precedentemente preventivato.

Dall’inizio dell’anno il Dow Jones fa segnare un rendimento negativo dell’1.5% e rispetto ai massimi fatti segnare il 26 gennaio è in ribasso dell’8.5%.

L’aumento di volatilità è stato piuttosto marcato, come dimostra anche l’andamento del Vix, che è aumentato dell’84%, il più alto incremento dal 1990, a testimonianza del picco di volatilià che si è fatto registrare nel corso della seduta di ieri. Sul fronte valutario è da sottolineare l'ottima performance dello yen che si è riportato in area 108.5 contro il dollaro, dimostrando ancora una volta di rappresentare un bene rifugio in fasi di turbolenza dei mercati finanziari.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 6/02/2018

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