Durante il meeting del G20, tenutosi durante il fine settimana, si è preso atto che il voto sula Brexit aumenta il rischio dell’economia globale, riconoscendo che la miglior risposta a questo evento sta nella ricerca delle ragioni dietro questo evento, e affrontarle attraverso politiche che includano benefici economici. Quello che possiamo evidenziare, è che durante il G20 si è preferito concentrare gli sforzi sulle politiche fiscali, piuttosto che su quelle monetarie, visto che le decisioni delle banche centrali cominciano a non avere più gli effetti del passato. Con la Banca del Giappone e la Federal Reserve che dovranno decidere le prossime mosse di politica monetaria durante questa settimana, sarà molto più interessante guardare a Est, con la BOJ che potrebbe adottare politiche monetarie più accomodanti, che verso gli Stati Uniti, dove si prevedono tassi invariati. La nuova mossa di Kuroda, governatore della Banca del Giappone, potrebbe prevedere il famoso Helicopter Money. Infatti, nonostante abbia dichiarato di non voler provare questo nuovo metodo di politica economica, in passato quando ha escluso di portare i tassi in negativo, gli sono bastati tre giorni per cambiare idea. I mercati azionari americani e inglesi hanno chiuso la quarta settimana di fili in positivo, con l’attesa di bassi tassi ancora per un lungo periodo, anche se guardando agli Stati Uniti sarà molto interessante monitorare i più importanti dati macro. Infatti più i dati risulteranno positivi, più la Fed sarà disposta ad accorciare i tempi per il prossimo set di rialzi. Guardando al mercato italiano, l’attenzione rimane ancora una volta sul settore bancario. Il ministro delle Finanze Padoan nega problemi sistematici delle banche e rifiuta l’idea di qualsiasi tipo di bail-in. Lo stess test che uscirà venerdì peggiorerà la situazione delle banche in difficolta, come il caso Monte Paschi. Un ritorno alla politica dei salvataggi non è ben vista, infatti la banca senese è stata salvata già due volte negli ultimi anni. Oggi si trova in uno stato peggiore rispetto al 2013, quando fu concessa una iniezione di liquidità. Sul fronte dei dati macro di oggi attendiamo l'ultimo sondaggio IFO tedesco per luglio, che dovrebbe mostrare un lieve peggioramento rispetto ai numeri di giugno di 108,7, visto la cautela che veleggia sulle aziende tedesche che credono che gli eventi nel Regno Unito potrebbero influenzare le loro esportazioni. Si prevede una leggera flessione a 107,7.


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