La decisione del fine settimana di premere il pulsante di pausa su un'escalation della controversia commerciale in corso tra Cina e Stati Uniti ha aiutato ad avvare il mese di dicembre in modo positivo  per i mercati azionari e le attività rischiose in generale.

Sebbene non sia l’ideale che nulla sia stato risolto nel breve periodo, la decisione elimina un ostacolo a breve termine per gli investitori con il conseguente  rimbalzo di ieri, anche se il problema rischia di tornare al centro dell'attenzione nella prima parte del prossimo anno.

Ha inoltre consentito ai mercati statunitensi di riprendere da dove avevano lasciato  venerdì con un altro giorno di forti guadagni, facendo poi seguito al forte inizio della settimana in Asia e in Europa.

Al di là dal sollievo per il fatto che sia stata evitata un'escalation, non è ancora chiaro cosa abbiano acconsentito ad attuare ciascuna parte, date alcune delle affermazioni fatte dal presidente Trump sulla riduzione e la rimozione delle tariffe sulle importazioni automobilistiche made in USA sul mercato cinese. Questa affermazione non appare nella dichiarazione su ciò che è stato concordato da entrambe le parti nel fine settimana, quindi non è immediatamente evidente il motivo per cui il presidente degli Stati Uniti ritiene che la Cina abbia acconsentito a questo, soprattutto perché gli Stati Uniti non hanno ricambiato in nessun altro modo, e la Cina si è astenuta dal confermarlo.

Detto questo, il tono generale è stato molto più positivo di quanto accaduto poco più di una settimana fa, con il segretario al Tesoro Steve Mnuchin che ha espresso ottimismo sui progressi futuri, mentre Larry Kudlow, il consigliere economico principale di Trump, ha affermato che entrambe le parti sono  "molto vicine" ad un accordo sulla tutela della proprietà intellettuale.

Abbiamo anche avuto commenti più accomodanti da parte di alcuni funzionari della Fed con il membro permanente Lael Brainard che ha affermato di avere la percezione che l'inflazione sia "vicina al target", mentre il vicepresidente Richard Clarida ha suggerito che il rischio di inflazione troppo bassa sta iniziando a superare il rischio di inflazione troppo alta. Entrambi questi commenti suggerirebbero che la Fed è vicina alla fine del suo attuale ciclo di aumenti.

Le brusche flessioni di ieri della componente che registra i prezzi alla produzione del rapporto di produzione ISM di novembre sembrerebbero sostenere tale valutazione, poiché i prezzi sono scesi da 71,6 a 60,7, il calo più netto in sei anni.I mercati asiatici hanno invertito la marcia dopo i guadagni di lunedì, poiché gli investitori si sono preoccupati della mancanza di dettagli e di diversi resoconti sull'apparente distensione commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti.

Alcune delle domande poste riguardano il merito di ciò che è stato realmente concordato e se le differenze possono essere facilmente risolte nei 90 giorni successivi. Tutte queste sono domande valide, ma sicuramente sono domande per il prossimo anno e non riguardano il qui e ora.

In ogni caso questa incertezza sembra destinata a tradursi in un'apertura ampiamente in ribasso in Europa stamattina.

Mettendo da parte la geopolitica, i dati economici europei  più recenti  sono stati un po' deludenti, per non dire altro, con gli ultimi indicatori del settore manifatturiero che rappresentano un quadro preoccupante per le tre maggiori economie europee. L'indice PMI manifatturiero italiano ha mostrato il peggioramento più marcato in quattro anni, scivolando a 48,6 da 49,2 e la seconda contrazione mensile consecutiva, mentre la produzione tedesca ha toccato un minimo di 31 mesi.

Se questo rallentamento proseguisse fino al 2019, o ci fosse un'escalation commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, potrebbe essere molto difficile per la BCE essere in grado di reagire in modo significativamente incisivo, soprattutto perché la politica monetaria è già abbastanza accomodante.

Nel Regno Unito inizieranno oggi i dibattiti parlamentari sull'accordo per Brexit, che si concluderanno con il voto delle prossime settimane l'11 dicembre. L'attorney general Geoffrey Cox si è impegnato molto la scorsa notte a delineare i pro e i contro dell'accordo, esprimendo quanto non fosse a suo agio per l'accordo e al tempo stesso sottolineando che non era neanche un compromesso particolarmente confortevole per l'UE.

Sul fronte dei dati, l'economia del Regno Unito continua a reggere bene, con l'indice PMI delle costruzioni di oggi  per novembre, che dovrebbe mostrare un modesto rallentamento da 53,2 di ottobre a 52,5. I numeri di produzione sono stati leggermente più positivi ieri recuperando a 53,1 da 51,1. Si prevede che anche il governatore della Bank of England Mark Carney si ritroverà sotto fuoco incrociato oggi dopo le polemiche delle scorse settimane in merito agli scenari Brexit delineati dalla Bank of England. La presenza di oggi davanti al comitato ristretto del Tesoro per parlare del ritiro del Brexit e delle relazioni economiche future del Regno Unito con l'Unione Europea, vedrà la presenza del vice governatore Ben Broadbent e di Jon Cunliffe, tra gli altri.

EURUSD - finora non è riuscito a superare l'area di 1.1500 e questo continua a limitare il rialzo. Finché resta sotto questo livello potremmo vedere un nuovo test del livello 1.1280 a breve termine, con il potenziale di un nuovo test dei minimi di inizio  novembre.

GBPUSD - continua a perdere terreno, ma è continua a tenere il supporto sulla trendline dai minimi di agosto a 1.2700. Finché tiene  è probabile che il recente trading range rimanga intatto. Al di sotto di 1.2600 potrebbe aprirsi un passaggio verso il livello 1.2000 e i minimi del 2017. Abbiamo bisogno di tornare  sopra 1,2840 per un consolidamento.

EURGBP: il livello 0.8935 / 40 continua a frenare i rialzi per il momento. Ancora nel trading range più  ampio e potrebbe scivolare di nuovo verso la zona 0.8820 a breve termine. Sopra l'area 0,8940 si potrebbe ipotizzare un rialzo verso i massimi di agosto a 0,9100. Per il momento restiamo in un trading range, con supporto  a 0.8740.

USDJPY - ancora in rialzo rispetto ai minimi di quest'anno ma dobbiamo superare il livello di 114,00 per mantenere intatta la tendenza  rialzista. Finché resta sotto 114,00 rimane il rischio di una rottura  al di sotto del livello di 112,50  verso poi 111.80. Il bearish reversal settimanale delle due ultime ottave rimane valido finché restiamo  sotto 114,20.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 04/12/2018

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