I mercati europei in generale sono riusciti a scrollarsi di dosso l'ultima escalation nella disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina, dato che la Cina ha risposto con tariffe del 5-10% su altri 60 miliardi di dollari di prodotti americani, portando la quantità totale di merci oggetto di tariffe a 110 miliardi di dollari, che rappresenta la quasi totalità dei 130 miliardi di dollari di prodotti che gli Stati Uniti hanno importato in Cina nel 2017.

I mercati asiatici hanno ripreso spunto dalla resilienza dei mercati europei oggi con il Nikkei che, in particolare, ha sovraperformato negli ultimi giorni, scambiando sui massimi degli ultimi 6 mesi, a fronte di uno yen indebolito e una Banca del Giappone che rimane impegnata a mantenere i tassi molto bassi per un " periodo esteso".

Gli investitori potrebbero pensare che questa potrebbe esser l'ultima escalation per ora, mentre l'amministrazione americana sembra non mostrare alcun segno di divergenza dal suo punto di vista secondo cui le guerre commerciali sono facili da vincere. L'affermazione del segretario del commercio Wilbur Ross secondo cui la Cina sta esaurendo i proiettili per reagire potrebbe essere vera nel momento in cui si tratta di tariffe commerciali, ma sottovaluta gravemente la capacità della Cina di rispondere con altre misure.

La Cina può permettersi di giocare una partita molto più lunga, in particolare a causa del il ciclo elettorale americano. Il presidente Xi resterà a lungo dopo che Donald Trump avrà lasciato la Casa Bianca. L'economia cinese potrebbe rallentare ma sta ancora crescendo a un ritmo buono e i cinesi potrebbero rendere la vita molto difficile per le aziende statunitensi che operano in Cina interrompendo le loro supply chain, implementando costi doganali aggiuntivi o controlli, con Apple particolarmente vulnerabile. Ha anche 3 trilioni di dollari di riserve valutarie, mentre potrebbe anche provocare un aumento dei tassi americani diminuendo le proprie disponibilità di titoli del Tesoro USA.

È probabile che questa storia abbia molto da aggiungere con ulteriori costi derivanti dalle tariffe, che probabilmente incideranno sulla crescita dei ricavi per le società a partire dal 2019, con la prospettiva di ulteriori escalation in futuro, mentre eventuali progressi sul fronte negoziale ancora improbabili prima delle elezioni di midterm degli Stati Uniti, circostanza che potrebbe aiutare a spiegare perché i mercati hanno iniziato a rimbalzare negli ultimi due giorni, con i mercati in Europa che stanno aprendo in rialzo questa mattina.

Sul fronte NAFTA, il riavvio dei colloqui in programma per la giornata di oggi è stato accolto con favore dai mercati degli Stati Uniti e del Canada, anche se qualsiasi prospettiva di una risoluzione rapida rimane discutibile.

La sterlina ha avuto una buona corsa nei giorni scorsi crescendo costantemente rispetto al dollaro, in quanto la prospettiva di progressi nei negoziati Brexit ha alimentato il sentiment.

I recenti commenti del capo negoziatore dell'UE, Michel Barnier, secondo cui l'UE è disposta a guardare a più soluzioni tecnologiche per la questione del confine irlandese nevralgico per i controlli, ha aumentato le aspettative di un accordo entro la fine dell'anno.

Il vertice di Salisburgo dei leader dell'UE di oggi sarà un'altra occasione per vedere se alcune delle questioni calde per entrambe le parti - Regno Unito e UE - si sono leggermente raffreddate. L'incombente scadenza alla fine sembra concentrare le menti di entrambe le parti, anche se i problemi del Primo Ministro May con il proprio partito non trovano analoghi riscontri con i leader dell'UE che non nel loro partito.

Al di là di Salisburgo è probabile che la sterlina sarà esposta ad un esame accurato attraverso gli ultimi dati sull'inflazione con una lettura debole che potenzialmente potrebbe spingere al profitto.

La settimana scorsa le retribuzioni del Regno Unito hanno iniziato a mostrare alcuni segnali di miglioramento con le rettribuzioni trimestrali fino a luglio in rialzo sui livelli massimi dell'anno al 2,9%. Su base mensile abbiamo visto un gradito aumento al 3,1%, il che suggerisce che il ristretto mercato del lavoro nel Regno Unito sta finalmente iniziando a vedere una certa crescita dei salari. Tutto ciò che serve ora è che l'inflazione dei prezzi al consumo rimanga vicina ai livelli più bassi dell'anno, attualmente al 2,4%, anche se i prezzi sono leggermente aumentati a luglio al 2,5%.

Il recente aumento dei prezzi dell'energia rimarrà probabilmente un problema a breve termine, e per questo motivo è improbabile che il dato generale mostrerà un calo. Le aspettative sono per un ritorno al 2,4%, e con un'inflazione complessiva sia nell'UE che negli Stati Uniti che mostrano entrambi segnali di attenuazione, non sarebbe troppo sorprendente se l'inflazione del Regno Unito dovesse mostrare un simile indebolimento.

Data la sorprendente debolezza riscontrata negli Stati Uniti e nell'UE, è possibile che si verifichi un calo maggiore, in particolare dal momento che i prezzi al consumo hanno subito un calo molto più rapido in termini percentuali negli ultimi mesi. I prezzi al consumo nel Regno Unito sono scesi dal 2,7% di inizio anno all'1,9% ora, con un'aspettativa che potremmo scendere all'1,8% negli ultimi dati corrispondenti al minimo di 18 mesi.

I prezzi di fabbrica potrebbero anche essere un indicatore anticipatore della pressione inflazionistica futura, tuttavia si prevede anche che si attenueranno un po' man mano che gli ordinativi rallenteranno.

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