Nonostante un discreto rimbalzo venerdì, aiutato da un recupero  dei prezzi dei titoli di stato americani, che hanno chiuso la settimana in rialzo, i mercati statunitensi hanno comunque registrato la peggiore performance settimanale a causa di oscillazioni violente che sono state un evento così comune nel primo trimestre di quest'anno.

La maggior parte delle perdite del mercato azionario della scorsa settimana si sono verificate in un periodo di 24 ore tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana, con una serie di fattori che possono essere citati come causa del perché gli investitori abbiano improvvisamente sperimentato un collettivo tracollo nervoso e abbiano deciso di liquidare in massa.

Una delle principali caratteristiche dei mercati statunitensi negli ultimi nove è stata la loro capacità di recupero e, nonostante il fluire occasionale della volatilità, la tendenza è rimasta notevolmente stabile, nonostante alcuni continui motivi  di incertezza. La preoccupazione è che questo approccio mentale  potrebbe cambiare in un momento in cui la crescita economica sta rallentando e la banca centrale statunitense sembra determinata a proseguire con ulteriori aumenti dei tassi.

Mentre i mercati negli Stati Uniti sono rimasti ampiamente resilienti, lo stesso non si può dire per altri listini, con le borse europee particolarmente vulnerabili, in calo lento da metà estate, mentre l’azionario asiaticio questa mattina è rimasti sotto pressione, all’inizio d una nuova settimana.

Dopo aver assistito ad alcune grosse perdite giovedì in Europa, abbiamo iniziato venerdì con un'apertura forte e positiva, ma l'incapacità di mantenere questi rialzi dovrebbe essere una preoccupazione per tutti coloro che pensano che potremmo essere vicini a un minimo di supporto a breve termine.

Resta da capire se la colpa sia da attribuire o alle  crescenti tensioni commerciali, dal momento che gli Stati Uniti stanno riorientando la propria politica commerciale verso la Cina e l'UE, o ad un rallentamento dell'economia globale, o ad una banca centrale statunitense che sta irrigidendo la politica monetaria in modo abbastanza costante, innescando  le critiche del presidente Trump, o una prospettiva politica incerta in Europa mentre i politici populisti respingono l'interferenza dell'UE nella politica fiscale nazionale, ma sta di fatto che la scorsa settimana la rotta del mercato azionario ha trascinato  il DAX  ai livelli più bassi da dicembre 2016, mentre il FTSEMib in Italia è  sceso ai livelli più bassi in due anni.

L'inversione di tendenza del mercato italiano è stata ancora più marcata dato che ad un certo punto quest'anno è stato l’indice azionario europeo con le migliori performance, in crescita del 12% a maggio, prima di ridursi ad oggi ad un ribasso del 12% da inizio anno e del  20% dai massimi di maggio, poiché gli investitori temono che il governo italiano rimanga in rotta di collisione per sfidare la Commissione Europea e prosegua con i propri piani di bilancio.

Anche il FTSE100 è sceso bruscamente chiudendo sotto i 7.000 per la prima volta da marzo, poiché una sterlina più forte ha fatto da resistenza.

Con l'inizio della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti venerdì resta da vedere se abbiamo visto il fondo a breve termine, dati anche i numeri abbastanza decenti di JP Morgan, Citigroup e Wells Fargo, con la maggior parte del focus probabilmente sulle proiezioni societarie su  utili e ricavi.

Il crescente ottimismo per il quale una qualche forma di accordo Brexit potrebbe concludersi nei prossimi giorni ha contribuito a spingere la sterlina al suo massimo livello contro l'euro da giugno nella scorsa settimana e questi rialzi saranno probabilmente sottoposti a test significativi nei prossimi giorni, data la mancanza di progressi nelle trattative nel fine settimana, con il segretario della Brexit Dominic Raab che domenica è tornato a mani vuote da Bruxelles.

Sembrerebbe che, tenendo del tutto conto dell'ottimismo della settimana scorsa, che potremmo vedere una cornice di un accordo nei prossimi giorni, ma i problemi sembrano essere sul fronte interno.

La prospettiva che il DUP possa fare brandelli di un accordo insieme a un certo numero di Brexiteer appartenenti al partito conservatore, ha comportato che i colloqui si fermassero di nuovo sul tema scottante del confine irlandese, in vista della riunione del Consiglio europeo di questa settimana.

Il punto di attacco sembra ruotare attorno alla durata di qualsiasi periodo di back-stop, con un buon numero di oppositori a qualsiasi forma di impegno di backstop a tempo indeterminato.

Senza ulteriori colloqui programmati, la prospettiva di un esito negativo è nuovamente aumentata, e questo ha portato la sterlina a scivolare di nuovo in Asia durante la notte.

Per tutto questo periodo l'economia del Regno Unito ha continuato a reggere bene e questa settimana avremo una sfilza di dati economici importanti da salari, inflazione, disoccupazione e vendite al dettaglio.

EURUSD - ha trovato supporto nell'area 1,1460 la scorsa settimana è tornato verso l'area 1,1590 e la media mobile a 50 giorni, prima di scendere ancora una volta toccata l'area 1,1620. Una rottura decisa attraverso l'area di 1.1600 metterebbe nel mirino il livello 1.1720. È probabile che l'area 1.1500 funga da supporto per un pullback.

GBPUSD - fallito il testo del livello di 1,3260 la settimana scorsa con un key reversal sul grafico giornaliero,rimane in rialzo dai minimi di agosto a 1,2660. La debolezza in Asia potrebbe vedere un arretramento verso l'area di 1,2980 e la media mobile a 50 giorni.

EURGBP - ha rimbalzato da 0,8725 la scorsa settimana in corrispondenza dei minimi a 3 mesi, con un bullish reversal. Potrebbe estendersi verso la media mobile a 200 giorni a 0,8840 e persino a 0,8870, ma rimane in una tendenza al ribasso dai picchi di agosto. I supporti sono collocati a 0.8720 e a 0.8640.

USDJPY - Una brusca inversione della scorsa settimana dal livello di 114,60 suggerisce la prospettiva di ulteriori perdite verso 111,20, ed eventualmente anche verso la media mobile a 200 giorni a 110,35. Il livello 114.60 / 70 rimane un livello di resistenza chiave e un ostacolo a ulteriori rialzi.

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