Preoccupazione per Il rapporto del Fondo monetario internazionale, diffuso ieri, che, ha evidenziato la precarietà della ripresa a otto anni dallo scoppio della crisi finanziaria globale. Lo spettro che la stagnazione persiste, in particolare nelle economie avanzate, potrebbe alimentare ulteriormente i sentimenti populisti e le richieste di restrizioni su commercio e immigrazione. Moderato rialzo anche questa mattina per l'euro dopo lo scatto della vigilia a seguito delle indiscrezioni circa l'avvio in seno alla Bce di discussioni sulla riduzione progressiva del quantitative easing. Il cross euro/dollaro viaggia a 1,122. Le indiscrezioni riportate ieri pomeriggio da Bloomberg parlano di un "consenso informale" tra i banchieri della Bce per una riduzione progressiva degli acquisti di titoli, attualmente pari a 80 miliardi di euro al mese e la cui fine è fissata a marzo 2017. Il calo degli acquisti potrebbe essere al ritmo di 10 miliardi al mese. L'istituto di Francoforte ha smentito l'indiscrezione. Dagli Usa, c’è una dichiarazione del presidente della Federal Reserve di Chicago, Charles Evans. “Le basi per un rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti sono alquanto deboli. La Banca centrale statunitense dovrebbe aspettare che l'economia continui a migliorare affinche' l'inflazione risalga sui livelli desiderati


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