Durante la notte, la Cina ha pubblicato l'ultimo dato sull'indice dei prezzi al consumo e la lettura è stata di una crescita dei prezzi del 2,3%. Gli economisti si aspettavano un 2,2%, contro il 2,1% di luglio.

Il dato sui prezzi alla produzione è stato del 4,1% e la stima di consenso era del 4%. Dovremmo tenere a mente che la lettura di luglio era del 4,6%. Il balzo nell'indice dei prezzi al consumo è incoraggiante per vedere come la domanda stia aumentando, ma la scivolata nei prezzi alla produzione potrebbe essere un indicatore del fatto che il prezzi al consumo si raffredderanno nei prossimi mesi perché prezzi alla produzione più deboli potrebbero essere trasferiti al consumatore.

Dal Giappone è invece giunta la notizia durante la notte che nel secondo trimestre l'economia è cresciuta del 3% su base annua - i trader si aspettavano una crescita del 2,6%. Il solido rapporto di crescita ha spinto all'acquisto di azioni giapponesi.

Le azioni cinesi sono state in ribasso nel corso della notte, poiché le preoccupazioni sulle trattative commerciali si sono bloccate sui mercati e i dati rilasciati durante il fine settimana mettono ulteriormente a dura prova le relazioni commerciali tra Pechino e Washington. È stato rivelato che il surplus commerciale della Cina con gli Stati Uniti è cresciuto a un livello record a luglio - questo aggiungerà peso all'argomentazione del presidente Trump secondo cui esiste uno squilibrio commerciale tra le due nazioni Secondo Trump, la Cina sta approfittando degli Stati Uniti e spetta a lui rimediare alla situazione.

Vi è un aumento delle speculazioni che potremmo vedere gli Stati Uniti imporre tariffe per 200 miliardi di dollari di beni cinesi, e potrebbero essere già pronte tariffe su prodotti per un controvalore di 267 miliardi di dollari. È probabile che i dati commerciali di Pechino abbiano colpito Trump, e dato che pensa che gli Stati Uniti stiano vincendo la disputa a causa della recente debolezza del mercato azionario cinese, è probabile che si attenga alla sua linea protezionistica. Pechino ha detto che reagirebbe se gli USA imponessero nuove tariffe e gli operatori temono che potrebbero indebolire lo yuan o colpire le imprese statunitensi che operano in Cina.

Tim Cook, l'amministratore delegato di Apple, ha avvertito il presidente Trump che se continuasse la via del protezionismo, potrebbe danneggiare i profitti dell'azienda. Il settore tecnologico è stato l'attore di spicco del mercato statunitense quest'anno, ma recentemente è stato messo sotto pressione a causa delle notizie della scorsa settimana arrivate da Washington secondo le quali sarebbe necessaria una regolamentazione più severa per il settore, e in particolare per i titoli dei social media come Facebook e Twitter.

Nonostante l'intensificarsi delle tensioni commerciali, la scorsa settimana l'economia statunitense è riuscita a produrre solidi indicatori economici. Il rapporto ISM sul settore manifatturiero ha toccato un massimo di 14 anni e anche il rapporto ISM sugli altri settori è stato salutare. Il rapporto sui non farm payroll di agosto ha mostrato che sono stati aggiunti 201.000 posti di lavoro e il tasso di disoccupazione si è mantenuto stabile al 3,9%. La componente più impressionante del rapporto è stata quella relativa alla retribuzione media, che è salita del 2,9% su base annua.

La Federal Reserve ha aumentato i tassi due volte quest'anno, e c'è un aumento delle speculazioni che potremmo vedere due ulteriori aumenti dei tassi nel 2018. Questo ha spinto il dollaro USA in rialzo venerdì e ciò a sua volta peggiorerà le cose per le economie in difficoltà dei mercati emergenti. La Turchia e l'Argentina sono in prima linea nella crisi dei mercati emergenti, la Rupia indiana ha registrato recentemente minimi storici e l'economia sudafricana è appena entrata in recessione. Il biglietto verde ha toccato il massimo degli ultimi 14 mesi il mese scorso e, se dovessimo vedere il mercato ritestare quei massimi, potremmo assistere a un ulteriore indebolimento delle valute dei mercati emergenti.

La sterlina rimarrà al centro dell'attenzione questa settimana mentre l'incertezza continua ad aleggiare sulle trattative per la Brexit. Alla fine della scorsa settimana c'è stato un certo ottimismo perchè si è diffusa la notizia secondo la quale Michel Barnier, negoziatore per conto della UE, abbia attenuato la sua posizione in relazione al confine irlandese e i trader hanno preso questo come un segno che è più probabile che si raggiunga un accordo. Boris Johnson ha scagliato un feroce attacco al "Chequers Plan" del primo ministro May, e il combattivo conservatore potrebbe rappresentare un problema per i negoziati. Alle 10:30, il Regno Unito pubblicherà una serie di indicatori economici: il PIL mensile; nuove costruzione; produzione manifatturiera.

Anche la politica nell'europa continentale sta attraversando periodi difficili. I democratici svedesi (SD) sembrano aver incrementato la percentuale di voti nelle elezioni generali. SD ha promesso una politica di immigrazione più rigorosa e desidera che la Svezia lasci l'UE. È improbabile che le elezioni mettano in subbuglio i mercati finanziari, ma il crescente euroscetticismo non può essere ignorato.

Giovanni Tria, ministro dell'economia italiana, prevede che i costi di indebitamento della nazione diminuiranno una volta che il governo inizierà ad attuare politiche volte a stimolare la crescita economica. Alcune delle politiche più radicali del governo saranno messe da parte per qualche tempo per evitare che la barca si rovesci. Date le dimensioni del debito nazionale italiano, l'amministrazione di Roma non può permettersi un improvviso aumento dei rendimenti obbligazionari.

EUR / USD - nonostante il discreto rimbalzo tra metà e fine agosto, il mercato rimane nella più ampia tendenza al ribasso che è iniziata ad aprile, e finchè rimane al di sotto del livello di 1,1750, la prospettiva dovrebbe rimanere ribassista. 1.1510 potrebbe fungere da supporto e una rottura al di sotto di quel punto potrebbe portare in gioco 1.1300. Se venisse superato il livello di 1.1750, è possibile un target target di 1.1850.

GBP / USD è in ribasso da aprile, e se la mossa ribassista continuasse potrebbe raggiungere il target di 1.2590. Una mossa al rialzo potrebbe imbattersi in una resistenza nella regione di 1.3000 - corrispondente alla media mobile a 50 giorni. Una rottura sopra l'area di 1.3000 potrebbe portare in gioco la media mobile a 100 giorni di 1.3222.

EUR / GBP - il key reversal sul grafico giornaliero e settimanale visto a fine agosto potrebbe essere indicativo di ulteriori ribassie il supporto potrebbe entrare in gioco a 0,8900 o 0,8832 - corrispondente alla media mobile a 200 giorni. Se la tendenza al rialzo continuasse, potrebbe raggiungere 0,9100 o 0,9160.

USD / JPY - il trend rialzista iniziato a marzo è ancora intatto e se dovesse continuare, potrebbe raggiungere 112,15. Il supporto potrebbe essere trovato a 109,79 corrispondente alla media mobile a 200 giorni.

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