C’è da essere felici per l’accordo giunto in extremis ieri tra repubblicani e democratici per tutto quello che sarebbe potuto succedere e, per fortuna, non è successo. La soluzione uscita dal congresso Usa è solo un procrastinare il problema a 90 giorni, cioè agni inizi di febbraio. Un accordo all’italiana, se vogliamo, nella speranza che il tempo possa essere foriero di reciproche concessioni. Ma l’America e la sua forza economica ne escono molto ridimensionate nei confronti dei mercati e anche nei confronti del mondo economico. Per la risoluzione della crisi si sono mossi Warren Buffett, la Cina, il Fondo Monetario Internazionale e adesso Fitch monitora la situazione e potrebbe retrocedere il rating americano. EURUSD: L’andamento del dollaro è stato tormentato nella giornata di ieri: dapprima si è indebolito per poi rinforzarsi nell’imminenza dell’accordo e andare a indebolirsi nuovamente dopo la notizia. Siamo a 1,3560 e un supporto forte è presente in zona 1,3460. La salita ha un ostacolo importante a 1,3710, la cui rottura può portare le quotazioni a 1,40. Le posizioni ribassiste possono trovano forza solo al di sotto di 1,3460 --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.