Che differenza fa un mese, dopo il pessimismo di dicembre, gennaio sembra destinato a vedere alcuni guadagni decenti mentre gli investitori sono concentrati ad osservare le ultime trimestrali e, nonostante un indebolimento delle prospettive economiche, si può pensare che molti aspetti negativi potrebbero essere già scontati.

C'è anche il fatto che le banche centrali hanno fatto un passo indietro e hanno segnalato che probabilmente saranno leggermente più accomodanti.

I mercati europei hanno preso spunto dall'impennata della scorsa notte negli indici statunitensi e da una sessione asiatica positiva, dopo che la Federal Reserve ha indicato che potrebbero aver terminato il ciclo dei rialzi, oltre ad essere più flessibili per quanto riguarda la riduzione del bilancio.

Questo cambio di tono rappresenta un significativo cambiamento di posizione rispetto alla posizione "da falco" di dicembre, ma è comunque positivo considerando le preoccupazioni del mercato alla fine dello scorso anno, per le quali la Fed stava compiendo un significativo errore politico nell'essere troppo aggressivi. Mentre i dati economici americani hanno mostrato una certa resilienza, ci sono stati timori che la forte divergenza nella politica monetaria che ha caratterizzato il 2018, avrebbe potuto riservare problemi se continuata nel 2019. C'è anche il piccolo particolare dello shutdown più lungo nella storia del governo degli Stati Uniti , a cui si deve aggiungere a un mercato immobiliare debole, che ha agito come una zavorra per l'economia statunitense nel primo trimestre e sembrerebbe che la Fed si sia svegliata con il rischio di andare troppo lontano e troppo velocemente. Quindi la pausa indicata dal presidente Powell la scorsa notte sembrerebbe un gradito riconoscimento di un nuovo approccio "wait and see". Il downgrade delle prospettive di crescita da forti a solide deve sicuramente essere un riconoscimento di questo nuovo approccio paziente. Questo sicuramente deve essere ragionevole se credi, come crede la maggior parte della gente, che la politica monetaria operi con un certo ritardo. Guardando al 2019, ora deve esserci una reale possibilità che la Fed abbia concluso  per quest'anno e che  non vedremo ulteriori aumenti dei tassi nel 2019.

Oggi è anche una giornata importante per le trimestrali con una serie di società blue chip che stanno pubblicando i risultati con Royal Dutch Shell e Diageo che hanno sovraperformato, mentre BT Group e Unilever hanno deluso.

Il forte calo del prezzo del petrolio non ha certamente danneggiato la capacità di Royal Dutch Shell di migliorare la propria redditività in quanto gli utili del quarto trimestre sono stati di 5,69 miliardi di dollari, ben al di sopra delle stime di 5,39 miliardi, un incremento del 47% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Anche i profitti complessivi per l'anno sono migliorati con un aumento dell'80% attestandosi a  23,35 miliardi di dollari, spingendo il prezzo delle azioni nettamente al rialzo nei primi scambi a Londra. Quando vennero pubblicati i risultati nel terzo trimestre, Shell aveva registrato il miglior livello di flusso di cassa derivante dalle attività operative, riportando i migliori profitti in 4 anni. Questa tendenza è continuata nel quarto trimestre, con il risultato che il flusso di cassa del quarto trimestre è salito a 22,02 miliardi di dollari, cosa che ha spinto il flusso di cassa complessivo a oltre 53 miliardi, un aumento del 49%. L'aumento nella generazione di flussi di cassa è venuto dal suo segmento di business legato del gas che è aumentato del 126% su base annua a 14,6 miliardi di dollari, anche se parte di questi guadagni sono stati la conseguenza della dismissione di 1,9 miliardi di dollari di asset in Nuova Zelanda, India e Tailandia, mentre i volumi di produzione sono aumentati dell'8%. I miglioramenti a monte e a valle del flusso di cassa hanno mostrato miglioramenti molto più modesti. Nel corso dell'anno la società ha completato la vendita di attività upstream in Irlanda, mentre ha anche smaltito alcune altre partecipazioni in Norvegia, dal momento che il "gearing" è sceso dal 25% al 20,7%. La società ha anche annunciato l'avvio della terza tranche del suo programma di riacquisto di azioni di 2,5 miliardi di dollari.

Unilever è stato un paladino del FTSE100 negli ultimi anni con gli azionisti che hanno combattuto con successo una battaglia lo scorso anno per mantenere la quotazione primaria nel Regno Unito. Questo successo ha comportato le dimissioni del CEO Paul Polman, ritiratosi alla fine dello scorso anno e oggi sarà la prima opportunità per il nuovo CEO Alan Jope di iniziare a riparare i rapporti con gli investitori dopo l'attrito degli ultimi 12 mesi. I numeri di oggi per tutto l'anno non sono il modo ideale per iniziare, dato che la direzione ha messo in guardia il mercato per quello che sarà un anno difficile, fissando le aspettative per il 2019. La crescita delle vendite è stata deludente nei mercati sviluppati, attestandosi all'1,3% nel quarto trimestre, mentre le vendite complessive del quarto trimestre sono aumentate del 2,9%. Il fatturato dell'anno è calato del 5,1% a 51 miliardi di euro, mentre gli utili netti sono aumentati del 51% a 9,8 miliardi di euro. Il management ha citato come causa  delle previsioni deludenti l'indebolimento della fiducia dei consumatori nei mercati emergenti, in particolare in America Latina.

Il gigante delle bevande Diageo ha pubblicato a sua volta  i suoi ultimi risultati per il periodo di 6 mesi fino alla fine di dicembre dello scorso anno.Le vendite nette sono aumentate del 5,8%, attestandosi a 6,9 miliardi di pound, superando le stime di 6,53 miliardi, mentre i profitti operativi sono aumentati dell'11%, attestandosi a 2,45 miliardi si sterline. Il miglioramento è stato in gran parte guidato dalla crescita in Cina, che ha visto un aumento delle vendite del 20%. La società ha anche annunciato che estenderà il proprio programma di buyback di  660 milioni di dollari.

BT Group ha pubblicato i suoi ultimi risultatiper il periodo di nove mesi fino al 31 dicembre e i mercati sono apparsi in gran parte non impressionati, con un forte calo delle azioni. I ricavi sono diminuiti dell'1% attestandosi a 17,55 miliardi di pound, con la società che ha avvertito dell'avanzata una concorrenza aggressiva nei prezzi della banda larga che sta erodendo i suoi margini. La divisione consumer ha visto ricavi in crescita del 4% nel terzo trimestre, tuttavia i servizi globali e aziendali hanno registrato un calo rispettivamente del 6% e del 5%, mentre la divisione Openreach ha registrato un calo dei ricavi del 9%.

I mercati statunitensi sembrano destinati a continuare da dove hanno lasciato la scorsa notte con un'apertura positiva, dopo una discreta reazione agli ultimi numeri di Facebook, che hanno visto le azioni muoversi nettamente più alte negli scambi post mercato dopo che la compagnia ha registrato un aumento del 30% delle entrate e un balzo nei profitti del 61%.

Amazon dopo la campana pubblicherà il proprio aggiornamento mentre cerca di rinforzare la sua posizione come uno dei grandi player dell'economia globale. La sua quotazione azionaria è crollata nel quarto trimestre, insieme al resto del settore tecnologico per la preoccupazione che la sua valutazione si fosse disconnessa dalla realtà, nonché per l'aggiornamento degli utili del terzo trimestre deludente. Da allora ha recuperato terreno dopo aver segnalato un periodo natalizio intenso, dove ha concluso un numero record di vendite. L'aggiornamento del quarto trimestre di oggi dovrebbe vedere un utile per azione di 5,54 dollari, ma sarà il dato relativo al fatturato che sarà osservato più da vicino, poiché la società cerca di consolidare la propria posizione come attore chiave nei servizi retail, pubblicitari e web.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 31/01/2019

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