Lo stop subito al congresso dalla riforma sanitaria proposta da Donald Trump sembra aver lasciato strascichi significativi sui mercati finanziari, con lo S&P 500 che è sceso per la prima volta da novembre sotto la media mobile a 50 periodi. Anche il dollaro sembra aver accusato il colpo e nella prima seduta della settimana è in calo sia contro lo yen che l’euro, a testimonianza del fatto che il sentiment degli operatori potrebbe essere cambiato e il Trump rally potrebbe subire una decisiva battuta d’arresto. I mercati si stanno infatti interrogando sulla capacità del presidente di realizzare il suo ambizioso piano e implementare i tagli fiscali e la deregulation del settore finanziario che ha promesso durante la campagna elettorale. Il focus del mercato questa settimana sarà concentrato sul Regno Unito, visto che mercoledì Theresa May attiverà l’articolo 50, che formalizzerà la richiesta di uscita dall’Unione Europea, dando inizio al negoziato co Bruxelles che dovrebbe durare un paio di anni. La premier britannica dovrà inviare una lettera al presidente del Consiglio Europeo, Donal Tusk, il quale avrà tempo 48 ore per inviare le linee guida della negoziazione agli altri 27 stati membri. Venerdì saranno poi diffusi i dati trimestrali e annuali relativi alla crescita del Pil nel Regno Unito, da cui ci si attende una crescita del 2 e dello 0.7%. Sarà una settimana piuttosto movimentata anche per il dollaro, visto che sono previsti numerosi interventi da parte dei governatori delle Fed regionali, che potrebbero dare indizi importanti sulle prossime mosse della Fed. Già oggi i presidenti della Fed di Chicago e di Dallas, Charles Evans e Rob Kaplan, hanno in programma degli interventi pubblici, mentre domani sarà la volta di Janet Yellen. Tra mercoledì e venerdì ci saranno discorsi anche da parte di Loretta Mester (Cleveland Fed’s), Eric Rosengren (presidente della Fed di Boston) e John Williams della Fed di San Francisco. Al momento secondo il mercato ci sono il 45% di probabilità di un aumento nel mese di giugno e il 70% per un aumento a settembre. Verificheremo se queste aspettative resteranno immutate dopo mercoledì quando ci sarà la lettura del Pil americano. Per l’eurozona sarà invece la settimana dedicata ai dati relativi all’inflazione, dati che saranno fondamentali anche per dirigere le scelte della BCE in materia di politica monetaria, in particolare è possibile che nei prossimi mesi possa essere ridotto il volume di acquisti e il tasso il tasso sui depositi delle banche potrebbe essere riportato vicino allo zero (al momento è in territorio negativo). Giovedì saranno pubblicati i dati per Spagna e Germania, mentre venerdì alle 11 avremo i dati per l’intera eurozona e per l’Italia. Saremo vicini al target del 2% fissato dalla Bce? --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.