Anche se la prossima riunione della BCE è in programma per giovedì prossimo, alcuni rappresentanti dell’istituto con sede a Francoforte hanno preso parola oggi, facendo capire come la politica monetaria nell’Eurozona sia vicina ad un punto di svolta nel processo di normalizzazione. "E' chiaro che la prossima settimana il consiglio direttivo dovrà fare questa valutazione, se i progressi fatti finora sono stati tali da richiedere una graduale uscita dai nostri acquisti netti". Queste sono state le parole utilizzate da Peter Praet, membro del board della BCE di cui è anche capoeconomista, alle quali ha fatto eco Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, dichiarando: "non è una sorpresa che da qualche tempo i mercati si aspettino che gli acquisti netti di titoli finiscano entro il 2018".

Ricordiamo come il programma di quantitative easing da parte della BCE sia partito a marzo 2015 con acquisti di obbligazioni (governative e corporate) per un controvalore di 60 miliardi sul mercato secondario, dimezzato a partire da settembre a 30 milardi. In totale attraverso questo programma la BCE ha acquistato titoli per un valore complessivo di 2500 miliardi di €, nel tentativo mantenere l’inflazione vicina al target prefissato del 2%. In questi anni proprio l’inflazione si è rivelata debole per diversi fattori, non ultimo l’andamento del prezzo materie prime, molto deludente fino all’inizio del 2017. In particolare il petrolio nel febbraio del 2016 ha toccato un minimo di 25 $ al barile, salvo poi recuperare anche grazie al massiccio intervento dell’Opec che ha contribuito a ridurre la produzione e aumentare i prezzi. Solo negli ultimi mesi anche l’inflazione sembra aver ripreso forza, come dimostrano anche i dati della settimana scorsa, con i prezzi alla produzione nell’Eurozona che sono aumentati del 2.4% su base annua.

Il ritorno alla normalizzazione è già stato iniziato dalla Federal Reserve, la quale non solo sta riducendo il portfoglio di titoli, ma gradualmente sta aumentando i tassi d’interesse. Con ogni probabilità a partire dal mese di settembre 2018 il volume di acquisti verrà azzerato e solo dalla seconda metà del 2019 i tassi d’interesse verranno aumentati gradualmente, seguendo un programma precedentemente stabilito e ben delineato, in modo da allineare le aspettative degli investitori.

Come spesso accade i mercati tendono ad anticipare gli eventi e nelle ultime ore alcune conseguenze sono già evidenti, con l’euro che si  è portato in prossimità del livello di 1.18 contro il dollaro americano, mentre anche i rendimenti sul mercato obbligazionario stanno di conseguenza aumentando, con lo spread tra Btp e Bund che ha toccato i 250 punti base.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 06/06/2018

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