In primo piano: 1. La domanda di titoli rimane indubbiamente forte 2. Grecia, Cina, la Fed. E ora Volkswagen? 3. Il ruolo delle politiche monetarie 4. Le basse valutazioni del DAX 5. Le implicazioni del crollo Volkswagen e le prospettiva di crescita del PIL grazie all'immigrazione su larga scala 6. Il DAX da un punto di vista tecnico La domanda di titoli rimane indubbiamente forte Grazie al basso interesse che caratterizza l'ambiente attuale, non c'è dubbio che la domanda di titoli resti forte. Sia l'accomodante politica monetaria dell'UE che il posticipo dell'aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti hanno infatti gettato nuova liquidità sui mercati; sta agli investitori, ora, trasformarla in profitti. Partendo da questa base, il DAX (indice azionario tedesco) dovrebbe essere potenzialmente in grado di dar seguito al trend al rialzo degli ultimi anni anche in futuro. Il quarto trimestre, tuttavia, potrebbe vedere il proseguimento dell'attuale correzione del mercato, ancora caratterizzato da un'alta volatilità. Di recente, vari fattori hanno riportato il DAX al di sotto di quota 10.000, ovvero a un calo di oltre il 20% rispetto al picco di 12.400 visto ad aprile. Per comprendere le prospettive e il potenziale di ulteriori cali nel quarto trimestre, esaminiamo allora sia i motivi che hanno portato alla correzione che i fattori che potrebbero potenzialmente trainare l'indice in questi ultimi tre mesi del 2015. Grecia, Cina, la Fed. E ora Volkswagen? Quest'anno il mercato ha dovuto affrontare, finora con successo, tre diversi motivi di preoccupazione: prima la Grecia, poi la Cina e infine la Fed hanno infatti tenuto in ansia gli investitori. Il timore è che lo scandalo Volkswagen possa fungere da catalizzatore e trasformarsi nella classica goccia che fa traboccare il vaso. Inizialmente a far tremare i mercati è stato il pacchetto di aiuti da inviare alla Grecia, quindi la paura che il paese non fosse in grado di rimanere nell'Eurozona. Quando poi ha avuto inizio la ripresa, dopo che i creditori e il governo greco avevano trovato un accordo e superato le loro divergenze, un nuovo colpo ha scosso i mercati. Il mercato azionario cinese ha avuto diversi problemi a causa della debole crescita del paese. La rilevanza della Cina, seconda economia al mondo con una capitalizzazione di rilievo, ha fatto sì che la scossa sulla borsa cinese si avvertisse in tutto il mondo. Non va inoltre dimenticato il ruolo su scala internazionale della svalutazione monetaria, in continua accelerazione, che ha visto lo yuan perdere sorprendentemente valore. Anche l'incertezza che circonda la politica monetaria statunitense ha ridotto i possibili aumenti di prezzo. Come abbiamo visto dalla reazione dei mercati dopo che nell'ultimo meeting il FOMC non ha alzato gli interessi, un piccolo aumento dei tassi era già stato messo in conto dagli investitori. La Fed ha invece attirato l'attenzione degli investitori sulle preoccupazioni economiche globali, in particolare per quel che riguarda la Cina, facendo aumentare l'incertezza dei mercati sulla politica monetaria statunitense in futuro. L'incertezza non piace agli investitori, che pare abbiano perso fiducia nella Federal Reserve. Le implicazioni del crollo Volkswagen e le prospettiva di crescita del PIL grazie all'immigrazione su larga scala In questa primissima fase non è semplice prevedere le conseguenze dello scandalo emissioni, iniziato con Volkswagen ma che potrebbe coinvolgere altri produttori tedeschi ed europei. Analisi effettuate di recente hanno mostrato che il solo marchio tedesco (in tutti i suoi brand e includendo anche i subfornitori) dà lavoro a 500.000/600.000 persone, circa l'1,5% dell'intera forza lavoro tedesca. L'analisi non include gli altri produttori di automobili: quello delle auto, in Germania, è un settore che in modo diretto o indiretto crea un posto di lavoro su sei e da cui dipende il 18% delle esportazioni. Sopravvalutare le potenziali conseguenze dello scandalo sembra dunque molto difficile. Se fosse provato che anche altri produttori tedeschi stavano tentando di eludere i controlli, l'intero settore del "Made in Germany" potrebbe uscirne con le ossa rotte. Se invece fosse stata la sola Volkswagen a manipolare i dati sulle emissioni, allora i danni alle prospettive di crescita tedesche potrebbero essere limitati. Rimane tuttavia da vedere se il maggior produttore di automobili europeo sarà in grado di resistere all'uragano di multe in arrivo e alle cause che verranno intentate dagli investitori. Un fattore al momento troppo spesso ignorato, ma che molto probabilmente influenzerà le valutazioni nei prossimi mesi, è il massiccio afflusso di rifugiati in Europa, e in particolare nei paesi di lingua tedesca. Per quest'anno il governo tedesco prevede un afflusso di 800.000 richiedenti asilo, che molto probabilmente proseguirà anche nei prossimi anni. Le spese a breve e medio termine che il governo tedesco dovrà sostenere per far fronte agli arrivi potrebbero fungere da stimolo positivo per l'economia tedesca. L'immigrazione potrebbe trasformarsi in un programma di stimoli in miniatura, che secondo le previsioni di vari istituti potrebbe bastare da solo a far crescere il PIL tedesco di un ulteriore 0,2% nel 2015. Per quanto FMI, Stati Uniti e altri paesi europei chiedessero una spesa maggiore, le loro richieste sono state relativamente trascurate, e la Germania si impegna comunque a raggiungere il pareggio del bilancio. Tuttavia, il paese non ha molte opzioni per reagire a una situazione che si fa sempre più grave. Le stime per l'alloggio e il vitto dei migranti ammontano a circa 12.000 euro a persona, e alcune sono anche superiori. Un aspetto che peserà molto nei prossimi anni è la riduzione della pressione sul mercato del lavoro tedesco. Fino a poco tempo fa, la scarsità di lavoratori disponibili rendeva difficile per le aziende persino assumere i lavoratori necessari. Il ruolo delle politiche monetarie La maggiore sorpresa del mese di agosto è stata la mossa della Banca Centrale Cinese, che ha svalutato lo yuan per aumentare la competitività del paese. Insieme, tuttavia, la svalutazione dell'euro dopo l'ultima conferenza stampa della BCE e l'aumento del dollaro statunitense nell'attesa dell'aumento dei tassi di interesse in arrivo a breve negli USA hanno praticamente dimezzato la debolezza dello yuan. L'incertezza che aleggia attorno alla politica monetaria americana (potrebbe essere necessario attendere il 2016 per vedere un aumento dei tassi di interesse) probabilmente eliminerà parte della pressione al rialzo sul dollaro americano, e potrebbe alleggerire anche le pressioni sullo yuan. Dal momento poi che le aziende tedesche sono particolarmente esposte in Cina, la speranza di vedere previsioni economiche stabili per il paese asiatico potrebbe avvantaggiare anche il DAX. La BCE potrebbe essere tentata di ridurre parzialmente l'aumento di valore dell'euro. Nei meeting tenuti a inizio settembre, la banca ha manifestato la volontà di espandere il programma di acquisto dei titoli di stato aumentando il limite all'acquisto di bond per singolo paese dal 25 al 33% dei volumi appena immessi sui mercati. In un recente sondaggio condotto da Bloomberg, il 68% degli intervistati ha dichiarato di aspettarsi un'espansione del programma di acquisto da parte della BCE entro dicembre. Sui mercati azionari, una scelta del genere potrebbe sottolineare la mancanza di alternative e agire da ulteriore stimolo. Le basse valutazioni del DAX Se la paura e i rischi per le situazioni di cui abbiamo parlato finora diminuissero, o se ci fosse un reale miglioramento, potremmo assistere alla ripresa del DAX: il sentimento del mercato non era infatti così negativo da moltissimo tempo. Per quanto riguarda la situazione cinese, molto dell'attuale pessimismo è già stato valutato dai mercati. Le note positive vengono dalla politica monetaria della BCE, dalla debolezza dell'euro e dal basso prezzo delle commodities, tutti ottimi motivi per spingere un potenziale rally di fine anno sul DAX. Se confrontati con le medie passate, i livelli attuali indicano valutazioni molto basse. In media, il rapporto tra prezzo medio e guadagni per l'indice DAX dal momento della creazione (1988) ad oggi è stato pari a 13,3. Il rapporto medio attuale, 12, è inferiore alla media storica di circa il 10%; questo dato indica la presenza di potenziali guadagni. In base alla media del rapporto prezzo/guadagno, potenzialmente il DAX potrebbe ora trovarsi sul livello 11.500. Il DAX da un punto di vista tecnico Da un punto di vista tecnico ci sono vari motivi per essere preoccupati per il DAX: la linea di tendenza del 2011 è infatti sotto attacco. Se la linea di tendenza del 2012 fosse rotta potremmo assistere a un movimento diretto verso il livello 8.680, che assumerebbe le proporzioni di un test del ritracciamento al 50%. Al momento a risaltare è il livello 9.300, ma sembra più probabile che il DAX testi un punto compreso tra il precedente minimo annuale (9.300) e il minimo di ottobre 2014 (8.350). Tra il grafico settimanale e il relativo MACD vediamo una divergenza sempre più accentuata, che suggerisce la possibilità che il mercato stia diventando ipervenduto. Anche la media mobile su 200 settimane, che attraversa l'area tra 8.350 e 9.300, potrebbe fungere da stabilizzatore e spingere nuovamente il mercato verso il livello 10.000. Come detto in precedenza, il DAX potrebbe rimanere un indice allettante. Il grande punto di domanda resta però lo scandalo delle emissioni tedesco. Nel caso fosse superato, non è da escludere la possibilità di assistere a un rimbalzo nella zona compresa tra 10.000 e 11 000 entro la fine dell'anno. Se i dati provenienti dalla Cina migliorassero in modo notevole, o nel caso fosse dato inizio a un forte programma di stimolo economico, non sarebbe del tutto da escludere un salto addirittura oltre il livello 11.000. Tenendo conto della recente incertezza, specialmente sulla Cina e sulle conseguenze dello scandalo Volkswagen, il risultato più probabile per la fine dell'anno rimane però la stabilizzazione del DAX tra 10.000 e 11.000. Fonte: CMC Markets - Settembre 2015 CMC Markets offre solamente servizi di esecuzione degli ordini. Questi materiali (che contengano o meno opinioni) sono pensati a solo scopo informativo, e non tengono in considerazione gli obiettivi o le situazioni personali dei lettori. Questi contenuti, nella loro interezza, non sono e non vanno considerati suggerimenti finanziari, a livello di investimenti o di alcun altro tipo, su cui fare affidamento. 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