Quando le autorità cinesi hanno tagliato i loro requisiti di riserva per le banche  all'inizio di questo mese, è stato un segnale iniziale che non tutto andava bene con l'economia cinese, tuttavia lasciando da parte questa azione, l'entità del deterioramento negli ultimi numeri di dicembre è  scioccante in termini di chiarezza del rallentamento.

Il calo delle esportazioni verso due dei suoi maggiori mercati, Germania e Giappone, non solo aumenta la prospettiva di un rallentamento più ampio a livello globale, ma anche il forte calo delle importazioni indica anche un rallentamento nazionale. Il deterioramento indica anche che sia la Germania che il Giappone potrebbero essere entrati in recessione nel quarto trimestre, dato che entrambe le economie si sono contratte anche nel terzo trimestre. In tale contesto sembra molto probabile che, nelle prossime settimane, potremmo assistere a ulteriori azioni da parte delle autorità cinesi, sotto forma di un taglio dei tassi, per attenuare gli effetti del rallentamento mentre ci dirigiamo verso il capodanno cinese. Non è quindi troppo sorprendente vedere che sia i mercati europei sia i mercati statunitensi hanno subito modesti ritracciamenti ieri sulla scia dei deludenti numeri cinesi, a cui si è aggiunto un pessimo dato di produzione industriale nell'Eurozona, anche se i cali dei mercati sono stati piuttosto modesti nel contesto del rimbalzo visto nelle ultime due o tre settimane dai minimi recenti.

Questa modesta reazione suggerirebbe che, per la maggior parte, alcuni dei punti deboli potrebbero già essere scontati, con l'aspettativa che le banche centrali possano trattenersi da ulteriori misure restrittive. Ciò è stato confermato dalla reazione dei mercati asiatici di questa mattina che sono rimbalzati dopo che le autorità cinesi hanno annunciato una serie di misure di riduzione delle tasse a sostegno di alcune aree dell'economia cinese, compresa la riduzione dell'imposta sul reddito delle piccole e medie imprese. Questa ripresa in Asia potrebbe tradursi in un'apertura europea più alta stamattina.

La sterlina è destinata a  giornate potenzialmente instabili nei prossimi giorni in vista del voto di oggi dei parlamentari sull'accordo Brexit ottenuto dal Primo Ministro Theresa May. È stato ipotizzato che se il Primo Ministro dovesse perdere il voto, il che sembra molto probabile, dovrebbe dimettersi, anche se non è immediatamente chiaro, chi la sostituirà. Il Primo Ministro si è impegnata a precisare ieri che se l'accordo verrà bocciato più tardi questa sera, ci sarebbe la possibilità reale che la Brexit possa benissimo non aver luogo. Sembra che anche la sterlina sia scambiata su tale base, data la brusca mossa di al rialzo in scia alle indiscrezioni secondo cui il gruppo ERG conservatore-euroscettico potrebbe votare per l'accordo.

Sebbene questo ottimismo sia ben accetto, non corrisponde  esattamente con i fatti in questione, per i quali, in assenza di una nuova legislazione contraria, il Regno Unito lascerà l'UE il 29 marzo di quest'anno, poiché è già stabilito dalla legge. I parlamentari possono discutere fino allo sfinimento di fronte alla mancanza di maggioranza nella Camera dei Comuni per una Brexit "senza accordo", ma è esattamente quello su cui stanno votando oggi, dato che la scelta attuale è tra l'accordo ottenuto dalla May e un no deal, data la mancanza di un accordo alternativo. Ciò che i parlamentari stanno realmente discutendo in questo momento sono i termini di uscita, anche se ci sono alcuni che vogliono invertire la decisione. Tutto il resto è solo rumore, poiché qualsiasi tentativo di invertire la legislazione sulla Brexit richiederà un consenso alla Camera dei Comuni di approvare una nuova legislazione per fermare la Brexit, e negli ultimi mesi c'è stato ben poco, il che significa che per quanto rumore  si  faccia sulla probabilità di una mancata Brexit, tale scenario avrebbe ancora bisogno della maggioranza dei parlamentari per votare affinché ciò accada. Ci si dovrebbe chiedere se ciò sembra verosimile data l'attuale aritmetica parlamentare.

Sarebbe inoltre necessario un consenso su qualsiasi accordo doganale alternativo o relativa variante, nonché una decisione di far passare un secondo referendum o un'estensione dell'articolo 50. Finora l'unica cosa che abbiamo sentito dai parlamentari è ciò che non gli piace e poco  su ciò su cui concordano. Certo, potremmo ottenere una situazione in cui il voto viene superato, ma dati i sondaggi  sembra più probabili  trovare un unicorno. Per il momento il risultato più probabile rimane un rifiuto dell'accordo e quindi la prospettiva che potremmo vedere l'opposizione laburista richiedere un voto di sfiducia al governo, che può o non può avere successo. Il primo ministro dovrebbe anche affrontare la prospettiva di delineare un piano B per i parlamentari entro la prossima settimana, a seconda di quanto gravemente perde il voto, presumendo naturalmente che ne ottenga  anche uno.

EURUSD - dopo aver fallito la settimana scorsa il superamento dell'area 1,1570, potremmo scendere ancora verso 1,1420. Se finissimo sotto l'area 1,1420 potremmo vedere ulteriore debolezza verso l'area 1,1360. Potremmo ancora dirigerci verso il livello di 1.1600 e potenzialmente verso la media mobile a 200 giorni a 1.1640, se riuscissimo a mantenerci sopra l'area 1.1420 o il minimo di martedì scorso.

GBPUSD - ieri la sterlina ha toccato un massimo di due mesi, spingendosi fino all'area di 1,2930. Un ritorno al di sotto dell'area 1.2800 riapre la prospettiva di un ritorno a 1,2680. Una mossa sotto 1.2400 rimette nel mirino i minimi del 2016 vicino all'area 1.2000.

EURGBP - continua a perdere terreno dal massimo di questo mese al livello di 0,9100, ritracciando dall'area di 0,9070. Il movimento di ieri verso il basso nella zona 0.8900 ha il potenziale per riaprire la strada verso 0,8870 inizialmente e poi verso l'area 0,8820.

USDJPY - finchè resta al di sotto dell'area 109,20 il dollaro è suscettibile di un ritorno all'area 107,50, e di nuovo giù verso l'area 106,00, verso i minimi a 104,60. Abbiamo bisogno di recuperare attraverso l'area 109.20 per discutere di un ritorno all'area 110.30.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 15/01/2019

-----------------------------------------------------------------------

Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.