Rimbalzo nella notte per i principali listini asiatici, con Shangai a guidare i rialzi con un significativo +1.73% insieme a Hong Kong (+2.49%) e il Nikkei (+1.82%). I mercati finanziari internazionali sembrano aver colto il rimbalzo e stanno recuperando terreno dopo la forte ondata di vendite dei giorni scorsi. Bene anche le chiusure di ieri a Wall Street con i listini principali che hanno fatto segnare dei rialzi ben sopra al 3% (la miglior seduta dal 2011) e una volatilità in leggero calo rispetto ai picchi dei giorni scorsi. Hanno fatto da traino da una parte le mosse della PBoC che ha tagliato i coefficienti di riserva obbligatori e un’ulteriore iniezione da 140 miliardi di yuan (con il governo cinese che ha ridotto l’imposta di bollo sul deposito titoli) e dall’altra i buoni dati provenienti dagli Stati Uniti a proposito degli ordinativi di beni durevoli. Molto importanti le parole presidente della Fed William Dudley, le cui parole hanno fatto capire che gli eventi dei giorni passati abbiano rimesso in discussione la possibilità di un aumento dei tassi di interesse a settembre da parte della Federal Reserve. La prossima riunione del board del FOMC è prevista per il 16-17 settembre, ma nel fine settimana gli occhi e le orecchie degli operatori saranno puntati a Jackson Hole dove è in programma l'annuale meeting dei governatori delle Banche Centrali. Nei giorni scorsi hanno avuto grande risalto anche le parole di Costancio, membro del comitato esecutivo della BCE, secondo il quale l'istituto di Francoforte presieduto da Mario Draghi sarebbe eventualmente pronto ad allargare il programma di quantitative easing nel caso in cui si presentassero ulteriori spinte deflazionistiche. In questo momento a preoccupare le autorità di politica è soprattutto la dinamica ribassista delle principali materie prime (petrolio in primis) che potrebbe spingere ad un ribasso eccessivo ed indesiderato dei prezzi. In questi giorni di turbolenza molto significativo è stato l'andamento quasi opposto che hanno avuto tra loro Oil e Gold. Mentre l'oro ha visto un leggero recupero delle sue quotazioni dopo i minimi toccati nelle sedute precedenti, confermando il suo status di bene rifugio, il petrolio è sceso sotto quota 40 $ al barile. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.