Dopo un inizio di settimana positivo gli indici tornano a scendere nella seduta di ieri, perdendo quasi tutti i profitti fatti i giorni precedenti. Con l’avvio in discesa della seduta odierna le borse tornano sui livelli di chiusura della scorsa settimana. Sui mercati è tornata l’incertezza, e il presidente della BCE Mario Draghi, nel discorso di ieri, non ha esitato nel sottolineare come i problemi della ripresa economica vadano affrontati dalla classe politica dei rispettivi Paesi per non arrivare a lunghi periodi di stagnazione e bassa produzione. Le vendite sui mercati azionari hanno subito portato gli operatori ad acquistare Bund tedeschi e Gilt britannici portando i rendimenti ai minimi storici. In particolare il Bund sembra prendere la strada dei rendimenti negativi, che tradotto in parole più semplici vorrebbe dire che gli investitori sono pronti a pagare pur di prestare denaro al governo tedesco. Anche il rendimento minimo storico sul gilt UK è sorprendente date le preoccupazioni per il voto sulla Brexit. Da questo movimento sembra infatti che gli operatori in titoli sovrani siano meno preoccupati di quelli che creano volatilità sui mercati valutari Sulla debolezza dei mercati azionari pesa anche il rimbalzo del dollaro, che ha contribuito a far ritracciare il prezzo del petrolio e del rame. Il ritracciamenti sul petrolio sono fisiologici al termine del rally a cui abbiamo assistito di recente. Se la forza del dollaro dovesse continuare potrebbe agire come un freno per il recente aumento del prezzo del greggio, nonostante le preoccupazioni sulle interruzioni delle forniture, che sono attualmente il principale motore alla base del sostegno dei prezzi dell’oro nero.