Il rialzo dei rendimenti sui titoli italiani spaventa i mercati internazionali.
La situazione comincia ad essere critica con lo sfondamento questa mattina di quota 300 sullo spread BTP - Bund.
Il rendimento del titolo di Stato italiano a 10 anni si è portato in apertura di seduta oltre il 3,5% (record da febbraio 2014), mentre quello con scadenza 2 anni ha raggiunto quota 1,5% (record da ottobre 2013).
Il grafico del titolo a 2 anni, che misura ancora di più le incertezze dei mercati nei confronti di un Paese, è quello che sta salendo con maggior vigore, non solo in percentuale ( il rendimento percentuale questa mattina segnano un rialzo del 10% contro il +2,5% del titolo a 10 anni), ma anche in assoluto (+0,135 del rendimento del titolo a 2 anni contro il + 0,80 di quello a 10 anni).

Per capire meglio cosa sta accadendo sul titolo di Stato italiano con scadenza a 2 anni è necessario un confronto, non con la Germania o la Svizzera, ma con altri Paese mediterranei.
Il titolo di Stato italiano a 2 anni offre un rendimento dell' 1,5%, quello spagnolo -1,17% , quello portoghese -0,9%.
Un tasso di interesse negativo sul titolo a 2 anni (come quello spagnolo e portoghese) non è qualcosa di eccezionale in questo periodo, complice anche i tassi sull'Euro a zero.

Il 26 ottobre sarà reso noto il rating  di Standard & Poor's sulla rischiosità del debito pubblico italiano, che potrebbe appesantire ulteriormente i titoli di Stato italiani

A subire la fiammata dello spread c'è ovviamente l'indice italiano, trascinato dalla pessima performance del comparto bancario e sceso questa mattina sotto i 20.000 punti, dove giace un forte supporto. Il superamento di questo livello psicologico con la chiusura di giornata sotto i 20.000 punti implicherebbe nuove spinte al ribasso.

 


 


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