In Giappone l'istituto centrale nipponico ha previsto una ripresa sufficientemente solida da ricondurre i prezzi al consumo verso l'obiettivo del 2%, con una stima dell'1,5% per il nuovo anno fiscale che si apre il primo aprile. Ha anche rivisto al rialzo la previsione sulla crescita potenziale, portata allo 0,5% dal precedente 0/0,5%. In un settimana densa di appuntamenti con le Banche centrali con i meeting anche di Fed e Bank of England, si guarda a Francoforte, dove interverranno Draghi, Mersch e Coeuré. Con i dati di ieri sull'inflazione tedesca, salita ai massimi da tre anni e mezzo a gennaio, si rafforzano le pressioni su Francoforte per una progressiva riduzione dello stimolo monetario. Ieri Nowotny ha preannunciato per giugno una revisione della politica monetaria Bce, sottolineando però che non ci sarà alcuna decisione su un eventuale tapering. L'attenzione del mercato è focalizzata sulla lettura del Pil dell'Eurozona del 4* trimestre che verrà pubblicata stamattina e che dovrebbe confermare che l'economia del Vecchio Continente ha guadagnato slancio nella parte finale del 2016. Gli economisti si aspettano un'accelerazione del prodotto interno lordo dello 0,5% a livello trimestrale e dell'1,7% su base annuale. Focus poi sull'inflazione di gennaio preliminare dell'Eurozona con gli economisti che si aspettano un rialzo dell'1,5% a/a (+0,9% a/a per quella core). La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta di oggi in deciso ribasso, proseguendo l'intonazione negativa di ieri. Sul mercato è tornata una certa avversione al rischio dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato delle misure restrittive sull'immigrazione, alimentando l'incertezza tra gli investitori. In questo contesto, lo yen continua a rafforzarsi nei confronti del dollaro, pesando sui titoli giapponesi legati alle esportazioni. Intanto oggi la Bank of Japan (BoJ) ha confermato la sua politica monetaria, in attesa di capire meglio l'impatto dell'elezione di Trump. L'indice Nikkei ha chiuso la seduta odierna in calo dell'1,7% a 19.041,34 punti Il dollaro è tornato a indebolirsi, con il cambio usd/yen che ha testato brevemente il supporto a 113,25 punti per poi tornare intorno a quota 113,5, anche dopo la decisione della BoJ di mantenere i tassi fermi e di non alzare le stime di inflazione per via dell'incertezza sulle politiche della nuova amministrazione Trump. Il cross è finito sotto pressione dopo che il presidente Usa ha licenziato Sally Yates, il ministro della Giustizia reggente, che ha ordinato al Dipartimento di non difendere in tribunale il decreto sull'immigrazione di Trump --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.