Le azioni hanno perso terreno in Europa e negli Stati Uniti ieri sulla scia della minaccia del Presidente Trump di imporre dazi doganali per 200 miliardi di dollari sulle importazioni cinesi.

Il signor Trump ha riacceso i toni sulla Cina, e ha confermato che potrebbero esserci altre tariffe a seguire. Se dovesse essere realizzata l'ultima minaccia, potrebbe intaccare la crescita cinese data l'entità dei dazi. Ci stiamo avvicinando a una guerra commerciale e gli operatori stanno diventando nervosi. Per il momento non abbiamo ancora visto alcun segno di progresso e questo potrebbe portare a ulteriori perdite nei mercati azionari.

La Cina è un importante importatore di materie prime, e gli investitori sono preoccupati che il loro appetito per i minerali potrebbe diminuire nel caso in cui la loro economia fosse danneggiata dalle tariffe. Il petrolio si è sceso pesantemente e il rame ha toccato un minimo di 12 mesi. L'Arabia Saudita ha incrementato la produzione di petrolio di oltre 400.000 barili al giorno a giugno, e anche questo ha avuto un ruolo nel declino del petrolio.

Il presidente Trump si è scontrato oggi con la cancelliera tedesca Angela Merkel al vertice della NATO. Trump ha affermato che la dipendenza tedesca dal gas naturale russo è "cattiva" per la NATO, e ha anche invitato la più grande economia europea ad aumentare le sue spese per la difesa. I trader sono preoccupati che il rapporto tra i due leader potrebbe deteriorarsi, e Trump potrebbe prendere una linea più ferma con l'UE per quanto riguarda il commercio.

Alle 8:00  e alle 8.45  la Germania e la Francia pubblicheranno rispettivamente i loro ultimi indici dei prezzi al consumo (CPI). Il dato tedesco dovrebbe attestarsi al 2,1%, mentre il dato francese dovrebbe essere del 2,4%. La Banca centrale europea (BCE) ha chiarito che non saliranno i tassi di interesse almeno fino alla fine del prossimo anno, ma i banchieri centrali vorranno vedere un aumento della domanda nel blocco valutario. È giusto dire che il recente balzo del costo della vita nel blocco valutario è stato determinato dal forte prezzo del petrolio, ed è per questo motivo che gli operatori potrebbero non impressionarsi se dati fossero alti.

Il dollar index ha toccato il massimo da una settimana dal momento che i trader cercavano beni rifugio sicuri. Ieri, l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) e il PPI core hanno raggiunto livelli che non si vedevano dalla fine del 2011. Alle 14.30  gli Stati Uniti pubblicheranno l'ultimo indice dei prezzi al consumo e la stima di consenso è del 2,9%, e questo sarebbe un miglioramento rispetto al 2,8% di maggio. Alcuni trader non sono troppo convinti che la Federal Reserve aumenterà i tassi di interesse altre due volte quest'anno, e il dato potrebbe portare a un cambiamento nel sentiment.

EUR/USD - è in rialzo dalla fine di giugno, e una rottura al di sopra dell'area 1.1850 potrebbe spianare la strada a 1.2000. Una mossa al di sotto della regione 1.1510 potrebbe mettere 1.1400 nel radar.

GBP/USD - ha registrato una tendenza al ribasso da aprile, ma recentemente è risalito notevolmente. Una mossa a 1.3315 potrebbe portare 1.3472 in gioco. Se il trend ribassista più ampio proseguisse, potrebbe targetizzare 1.3049.

EUR / GBP - ha registrato una tendenza al rialzo da metà aprile e se la mossa rialzista continuasse potrebbe raggiungere 0.8900. Un pullback potrebbe trovare supporto a 0,8785 - dove si trova la media mobile a 100 giorni - e una rottura a 0,8785 potrebbe portare a 0.8725.

USD / JPY - sta spingendo al rialzo da fine maggio e se restasse al di sopra di 111.39, potrebbe aprirsi la strada verso 113.57. Una mossa al ribasso potrebbe trovare supporto nell'area di 109,37 - 109,19.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation Performance nette al 12/07/2018

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