Il prezzo del barile del petrolio è ai minimi da 11 anni e recentemente la riunione dell’Opec, ovvero dei paesi esportatori di oro nero non ha sortito effetti, nel senso che da Vienna è uscito fuori una sorta di nulla di fatto: “stiamo monitorando la situazione e continueremo a farlo” è il passaggio sancito dall’ultimo incontro, da cui invece ci saremmo aspettati un intervento finalizzato a restituire certezze a un mercato i cui equilibri sono fondamentali per gli effetti che si dispiegano su più settori e sull’inflazione in particolare. Quindi siamo su livelli minimi e a breve sarà introdotto il petrolio dell’Iran non appena termineranno le sanzioni e poi, a breve, sembra chiudersi l’accordo in Usa tra democratici e repubblicani per l’esportazione del petrolio, con la condizioni di destinare risorse alle energie alternative. C’è chi vede un petrolio a 20 nei prossimi anni, c’è chi lo rivede a 100 dollari al barile nel 2020. La certezza è che di petrolio ce né abbastanza e le scorte anziché diminuire, aumentano --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.