Ultima seduta dell’anno per molti indici europei caratterizzata da scarsi volumi e da un andamento negativo, con il nostro indice che ha subito una flessione dell’1.12% chiudendo comunque l’anno con una performance positiva del 12.65%, anno in cui l’indice italiano ha rivisto la soglia dei 24000 punti. Le incertezze che si sono palesate negli ultimi due trimestri a livello globale legate soprattutto a un rallentamento della crescita cinese e ai prezzi delle materie prime hanno sicuramente impattato sul bilancio finale. In questo fine anno resta alta l'attenzione degli operatori sul petrolio che ha fatto segnare pesanti ribassi in scia al dato negativo sulle scorte americane. Ci si aspettava una diminuzione di 2.5 milioni di barili delle scorte, mentre il dato emesso dall'Eia ha fatto segnare un aumento di 2.63 milioni di barili. L'impatto è stato significativo con una caduta del prezzo maggiore del 3%. Proprio ieri l'Arabia Saudita ha annunciato misure draconiane per ridurre l'enorme deficit generato dalla diminuzione del prezzo del petrolio (arrivato al 15% del Pil). --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.