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I mercati in Europa hanno chiuso in modo positivo ieri, aiutati in minima parte da un euro e una sterlina più deboli mentre il dollaro USA ha continuato a salire, anche se i mercati in Italia hanno rappresentato un'eccezione, con le azioni che hanno registrato il calo più rilevante dal giorno delle elezioni di marzo.

Anche ll'inflazione core nell'UE è rimasta prossima ai minimi di più di un anno, mettendo in dubbio la capacità della BCE di impegnarsi a ritirare il programma di acquisti di asset entro la fine dell'anno, contribuendo a spingere l'euro ai livelli più bassi per il 2018.

Le preoccupazioni per il commercio sembrano essere passate in secondo piano per ora, nonostante la sentenza del WTO a favore degli Stati Uniti contro Airbus, dando all'amministrazione Trump l'opzione di un'altra carta per battere l'UE nei prossimi negoziati commerciali, anche se la contromossa dell'UE contro Boeing al WTO potrebbe ribaltare la situazione nelle prossime settimane, annullando così la vittoria degli Stati Uniti di questa settimana.

Sta diventando sempre più difficile prevedere quale direzione prenderà l'amministrazione Trump in merito al commercio data la recente sorprendente inversione a U da parte del Presidente rispetto alla ZTE cinese.

È stato Teddy Roosevelt che per primo ha coniato l'espressione "parla piano e porta un grosso bastone" quando si trattava di politica estera. Sembra che il presidente Trump stia capovolgendo la questione adottando una politica chiassosa in ogni occasione disponibile, e occasionalmente usa il bastone.

Nonostante i crescenti rendimenti USA, i mercati azionari statunitensi sono riusciti a recuperare parte delle loro perdite di martedì, sebbene non tutte, poiché gli investitori hanno valutato la probabilità di altri tre aumenti dei tassi USA rispetto alla probabilità di ulteriori guadagni in una situazione in cui le valutazioni appaiono già abbastanza tirate.

I rendimenti italiani hanno toccato i massimi livelli quest'anno in risposta alle preoccupazioni che un nuovo governo di coalizione italiano potrebbe ribaltare lo status quo nella politica italiana con misure come l'invito a condonare il debito italiano per 250 miliardi di euro, così come la prospettiva di una roadmap per l'uscita dall' euro. Mentre i partiti anti-establishment Movimento 5 Stelle e Lega hanno insistito sul fatto che il testo dell'accordo di coalizione fosse vecchio, il fatto che l'importo di 250 miliardi di euro fosse messo per iscritto, ha avuto l'effetto di risvegliare le preoccupazioni sul loro impegno nei confronti del progetto euro. Ciò non dovrebbe sorprendere visto che entrambe le parti non sono state particolarmente timide in passato nell'ammettere il loro desiderio di revocare lo status quo e avere nuove discussioni su come procedere in modo che si ritorni ad uno status quo pre trattati di Maastricht.

Nonostante l'entità del sell-off dei mercati azionari e obbligazionari italiani ieri, la reazione del mercato deve essere inserita nel contesto in cui si trovavano poco più di sei mesi fa. I rendimenti italiani hanno chiuso ai massimi livelli quest'anno al 2,10%, mentre il FTSEMib rimane ancora in rialzo dell'8% rispetto all'anno precedente.

Le banche sono state le più penalizzate nel mercato italiano a causa delle preoccupazioni che sarebbero maggiormente colpite da una cancellazione del debito, dato che detengono oltre il 20% del debito italiano in circolazione.

Per ora il calo del mercato appare limitato ai mercati italiani, ed è probabile che rimanga tale nel breve termine, dato che anche se volessero rispettare i loro impegni, è probabile che sia più facile a parole che nei fatti. È probabile che implementare i loro impegni sia molto più difficile con il parlamento e i tribunali che potrebbero rappresentarei maggiori ostacoli.

EURUSD- è scivolato sotto il livello di 1.1800 raggiungendo il target di 1.1780 e aumentando la prospettiva di ulteriori perdite verso i minimi di dicembre a 1.1710 e persino verso il livello di 1.1600. La media mobile a 200 giorni ora sembra confermare la prospettiva di ulteriori perdite incombenti almeno finchè si resta sotto il livello di 1.20.

GBPUSD - ha segnato un nuovo minimo marginale a 1,3450 questa settimana, ma la pressione rimane al ribasso e non è da ecscludere una movimento verso il livello di 1,3300. Dobbiamo superare l'area 1,3620 per un consolidamento e sostenere un rialzo verso 1,3720.

EURGBP - continua a scivolare verso il basso dopo il mancato superamento sul grafico settimanale del livello di 0,8845 e della media mobile a 200 giorni a 0,8880. Rimane il rischio di un ritorno al livello 0,8690, e anche sui recenti minimi a 0,8640.

USD JPY - ha infine rotto l'area di 110,00, la resistenza della media mobile a200 giorni e la trendline a 110,30, suggerendo il potenziale per ulteriori guadagni verso l'area di 111,20. Deve mantenersi al di sopra dell'area di 109.70 affinché si verifichi questo scenario o si rischia di tornare in area 108.70.

 

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation Performance nette al 17/05/2018

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