Il vento favorevole fornito dal dato sul mercato del lavoro americano venerdì e, soprattutto, i commenti inaspettatamente accomodanti del presidente della Fed Powell, si stanno facendo sentire nella nuova settimana di negoziazione, spingendo ad un deciso rialzo le azioni asiatiche e i mercati in Europa all'apertura, nonostante le continue prove di debolezza economica di alcuni mercati asiatici.

La forza del dato sui non farm payroll divenerdì, se da una parte è fortemente positiva con 312 mila nuovi posti di lavoro aggiunti a dicembre e con la crescita dei salari più forte negli ultimi dieci anni al 3,2%, dall’altra rappresenta un enigma per gli investitori, dato che mentre l'economia statunitense continua a sembrare forte, ha sollevato altri interrogativi circa ulteriori aumenti dei tassi negli Stati Uniti nel 2019.

Gli investitori sono stati rassicurati dai commenti della presidente della Fed Jay Powell poco dopo l'apertura del mercato americano, commenti che hanno messo le ali alle azioni amercane, che avevano subito una fine torrida dell'anno.

Il passo indietro in merito al pilota automatico innestato sulla riduzione del bilancio della Fed sembra aver contribuito in qualche modo a persuadere gli investitori che la Federal Reserve ha tardivamente riconosciuto che la sua attuale strategia di rialzo dei tassi sta ponendo rischi significativi per l'economia globale.

Questo cambio di rotta insieme ad un allentamento della politica fiscale da parte dei responsabili politici cinesi potrebbe dare un po' di margine all'attuale ripresa, specialmente se i negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti non dovessero incontrare ostacoli, dal momento che le tensioni commerciali, che sono state un segno distintivo del 2018, rimanessero al centro dell'attenzione per il 2019.

Anche il dollaro  è scivolato indietro e finché la Federal Reserve rimane sulla sua posizione con un cambiamento verso tono accomodante, allora potremmo vedere ulteriore debolezza per il biglietto verde nei prossimi giorni.

I mercati europei sono saliti questa mattina con la maggior parte degli occhi questa settimana che saranno puntati sugli ultimi aggiornamenti dal settore delle vendite al dettaglio dopo una deludente fine del 2018. Con le scommesse contro il settore in forte aumento alla fine dello scorso anno, il potenziale di un rimbalzo potrebbe essere significativo dato che le posizioni corte verso il settore sono salite al 20%.

Marks and Spencer in particolare è destinato a essere fondamentale, dato che è la seconda azione più shortata sul mercato e pubblicherà i risultati più tardi questa settimana.

La scorsa settimana Next PLC ha offerto un raggio di luce al settore dopo aver pubblicato un aggiornamento pre-natalizio migliore del previsto, mentre John Lewis ha citato alcuni motivi di ottimismo.

 Ci sono certamente alcune prove aneddotiche che suggeriscono come gli acquirenti si siano moss per gli acquisti natalizi in alcuni supermercati durante il fine settimana prima di Natale.

Gli aggiornamenti sono continuati oggi con il rialzo delle azioni del Gruppo Dunelm dopo i risultati del secondo trimestre, con ricavi totali in crescita del 9%, vendite in crescita del 5,7% con le vendite online in aumento del 38%. La società ha anche dichiarato di aspettarsi un utile prima delle tasse di circa 70 milioni di sterline, sebbene sia rimasta cauta sulle prospettive per l'intero anno, un approccio ragionevole data l'imminente scadenza per il Regno Unito legata alla Brexit.

Più avanti questa settimana avremo aggiornamenti da Marks and Spencer, WM Morrison, Sainsbury e Tesco che potrebbero anche sorprendere positivamente, dato che questa mattina Aldi ha visto una crescita del 10% nei suoi dati di vendita che sono si sono rivelati essere poco meno di 1 miliardo di sterline.

La grande domanda a questo proposito è capire quanto hanno realizzato Aldi e Lidl rubando il pranzo di Natale ai quattro grandi player britannici del settore.

Anche le vendite di automobili nel Regno Unito sono al centro dell'attenzione oggi, dopo che le vendite di auto nuove sono calate del 5,5% a dicembre. C'è stata una combinazione di fattori attorno al rallentamento, comprese le preoccupazioni sul futuro del diesel, mentre i nuovi test sulle emissioni introdotti alla fine dello scorso anno hanno anche influenzato la domanda. La Brexit ha rappresentato un fattore, ma è stato uno dei tanti che ha colpito l'industria automobilistica europea, comprese le preoccupazioni sulle tariffe, che hanno avuto un impatto sulla domanda a livello globale. Nonostante le previsioni fosche, è importante ricordare che le vendite di auto nel Regno Unito sono state a livelli record nel 2016, aiutate in gran parte da alcune discutibili operazioni di finanziamento. Questi livelli di crescita non sarebbero mai stati sostenibili a lungo termine, e come tale è sempre possibile un rallentamento.

Anche i prezzi del petrolio hanno continuato il loro recente rimbalzo dai minimi di dicembre, aiutati da un dollaro statunitense più debole ma anche dal sentiment più positivo sui mercati azionari, così come dalla promessa dell'Arabia Saudita del mese scorso di tagliare la produzione. I mercati statunitensi sembrano destinati ad aprirsi in rialzo oggi, con gli ultimi numeri ISM non manifatturieri di dicembre che dovrebbero mostrare una lettura forte, data la buona crescita palesata venerdì dal mercato del lavoro.

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