I mercati europei hanno affrontato una sessione poco brillante ieri, mentre i mercati statunitensi hanno recuperato  dai loro minimi intraday, dato che gli investitori hanno guardato avanti a quella che dovrebbe essere una settimana importante, non solo per i risultati societari con l'inizio della stagione degli utili negli Stati Uniti, ma anche per le banche centrali, con la BCE si incontrerà domani e gli ultimi verbali della Fed saranno messi a disposizione.

Anche i mercati asiatici hanno affrontato una sessione poco brillante, con i mercati in Europa che potrebbero avere un inizio  altrettanto debole più tardi stamattina, poiché prezzi del petrolio più elevati hanno sollevato preoccupazioni circa la prospettiva di una domanda più debole in un contesto di rallentamento dell'economia globale.

Gli ultimi dati commerciali tedeschi hanno mostrato che l'economia tedesca ha rallentato ulteriormente a febbraio, mentre le esportazioni hanno subito un brusco calo, per il combinato disposto di preoccupazioni sulla Brexit, di un rallentamento economico in Cina e per preoccupazioni per la guerra commerciale.

Le aspettative che l'economia tedesca stia  attraversando solo un periodo di debolezza  alla fine del 2018, sembrano essersi trasformate in preoccupazioni più grandi legate al fatto che il rallentamento della domanda nell'economia globale sarà probabilmente molto più prolungato, con la più grande economia dell'UE più esposta. Per una regione che ha già importanti problemi strutturali, l'attuale rallentamento potrebbe presentare ulteriori problemi per la Banca centrale europea quando si riunirà domani per la sua decisione di politica monetaria. Già ai limiti del suo mandato, con un'inflazione core sopra dello  0,2%  dai minimi storici e con i tassi di interesse  in territorio negativo, il meglio che la BCE può fare è mantenere i tassi dove sono già da molto tempo.

Mentre i negoziati tra il governo del Regno Unito e il partito laburista dell'opposizione continuano a andare avanti con scarsi  progressi significativi, l'unica scadenza che conta è quella alla fine di questa settimana, quando la scadenza per l'uscita del Regno Unito dall'UE arriverà, il 12 aprile. In assenza di un accordo tra i parlamentari, qualsiasi decisione di prorogare il termine rimane soprattutto  nelle mani dell'Unione europea, indipendentemente dal progresso della cosiddetta legge Cooper-Letwin, intesa a prevenire un accordo senza Brexit, che è passato attraverso la Camera dei Lord la notte scorsa, e poi attraverso la Camera dei Comuni dopo essere stata modificata.

Probabilmente la riunione del Consiglio dell'UE di domani sarà il momento in cui scopriremo se i leader europei sono intenzionati a concedere un'estensione e per quanto tempo. La sterlina ha avuto una giornata incerta ieri, riuscendo a rimanere a galla dato che i trader hanno cercato vedere attraverso la nebbia politica prima del vertice UE di domani. Se i leader dell'UE hanno intenzione di prorogare la scadenza, probabilmente sarà molto più lungo di quanto non voglia il Regno Unito e sarà subordinato al fatto che il Regno Unito partecipi alle elezioni europee il prossimo mese.

I preparativi sembrano essere già stati avviati a questo proposito e mentre non è sicuro al 100% che l'UE prolungherà la scadenza di venerdì, la realtà è che in assenza di una revoca dell'articolo 50 da parte del Regno Unito o di un accordo, un'estensione sembra quasi inevitabile.

Il governo francese potrebbe rumoreggiare a proposito della  prospettiva che un'estensione non debba essere data per scontata, ma in realtà, se non dovessero consentirne una, allora le ricadute risultanti non solo colpirebbero l'Irlanda in modo davvero duro, ma faranno pressione  anche sull'economia francese,  spingendola verso la recessione, oltre a far precipitare  in una crisi in piena regola  un'economia europea già strutturalmente debole. Sarebbe sconsiderato all'estremo, anche se potrebbe sembrare una buona politica.Detto ciò, considerato quello che abbiamo visto negli ultimi anni, la buona politica tende generalmente a portare a cattivi risultati economici.

EURUSD: ha ancora un solido supporto nell'area 1.1180, con una rottura che metterebbe nel mirino il livello di 1.1000. L'attuale rimbalzo potrebbe vedere una corsa fino all'area 1,1340 fino alla media mobile a 50 giorni. Il potenziale rialzista probabilmente rimarrà limitato dalla media mobile 200 giorni a 1,1460 nel caso in cui superassimo la media mobile a 50 giorni.

GBPUSD: la media mobile a 200 giorni e l'area di 1,2960 continuano a rappresentare un solido supporto. Difficilmente si sposterà molto oltre l'area di 1,3170 fino a quando non avremo un quadro politico più chiaro. Sotto 1,2960 si apre la strada verso 1,2800.

EURGBP - ha bisogno di spingersi al di sopra dell'area 0.8650 per un passaggio verso il livello di 0.8720. Finchè resta al di sotto di questo livello la tendenza rimane per un ritorno ai minimi recenti a 0.8500.

USDJPY - ha faticato a superare il livello di 112,00 la scorsa settimana, e finchè resta sotto la tendenza è per un movimento sotto l'area 111,20 verso il livello 110,20.

Fonte : CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 08/04/2019

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