Il ministro italiano delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ritiene che la scarsa efficacia comunicativa della Bce sia responsabile del sell-off della scorsa settimana. Padoan ha infatti invitato le autorita' preposte alla supervisione bancaria a prestare una maggiore attenzione all'impatto delle proprie azioni sui mercati finanziari. Nei primi tre giorni della scorsa settimana, molti titoli italiani sono crollati in scia alla preoccupazione degli investitori per l'invio, da parte della Bce, di questionari volti a indagare la gestione dei non performing loans. "Questo non deve succedere, e' una minaccia per l'unione bancaria", ha affermato Padoan, secondo il quale la Bce avrebbe dovuto comunicare in maniera piu' celere e diretta che si trattava di un'operazione di routine. Il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha difeso in modo risoluto le misure di stimolo monetario adottate dall'Istituto, dopo che quattro giorni fa aveva segnalato di essere pronto a espandere il programma di accomodamento. Il discorso, che si e' tenuto presso la Deutsche Borse, rappresenta un chiaro monito per i critici tedeschi all'interno del comitato esecutivo della Bce, che temono che un periodo prolungato di tassi di interesse molto bassi comporti dei rischi per l'economia. "Coloro che si oppongono alle nostre decisioni dimostrano di volta in volta di essere in errore", ha chiarito Draghi, aggiungendo che "sebbene i bassi tassi di interesse possano incoraggiare la propensione al rischio, non ci sono segnali allarmanti di instabilita' finanziaria". EURUSD: Le nuove pressioni al ribasso sui prezzi del petrolio hanno fatto svanire la speranza di un rimbalzo, aumentando nuovamente l'avversione al rischio tra gli investitori, che si riposizionano sull'obbligazionario e prediligono beni rifugio sul valutario. Il cambio euro/usd tratta a 1,0870, dopo che ieri aveva chiuso a quota 1,0847. A 1,10 transitano le due medie mobili a 100 e 200 periodi, per cui la resistenza per un ulteriore rialzo è davvero importante.