Dopo una settima di relativa calma sui mercati finanziari, finalmente oggi pomeriggio ci saranno gli interventi di Mario Draghi e Janet Yellen durante il simposio di Jackson Hole nel Wyoming. Le attese sono molto elevate, ma sembra difficile che i due governatori possano sbilanciarsi in modo netto su quelle che saranno tempistiche e mosse future. Probabile che i due si soffermino maggiormente sui progressi fatti negli ultimi anni tracciando una sorta di bilancio, considerando anche il fatto che per Janet Yellen potrebbe essere l’ultima partecipazione al simposio.

Nel frattempo sul forex continua la risalita dell’euro nei confronti della sterlina, che ha portato il tasso di cambio sopra area 0.92, in prossimità della resistenza posta a 0.925, che è stata testata nell’ottobre dello scorso anno. La pubblicazione del dato relativo alla crescita del Pil nel Regno Unito non ha smosso le acque, anche se il trend in corso da fine aprile è molto significativo e non ci sono segnali di inversione al momento.

Decisiva sarà la seconda settimana di settembre, quando sarà pubblicato il dato relativo all’inflazione del Regno Unito (al 2.6% su base annua in agosto) e ci sarà la riunione della Bank of England. La debolezza della sterlina dell’ultimo anno ha infatti prodotto un significativo rialzo dell’inflazione, che potrebbe spingere la BOE a rialzare i tassi d’interesse.

Inflazione che continua ad essere molto bassa in Giappone, con l’indice dei prezzi al consumo in rialzo dello 0.5% su base annua, molto distante dal target del 2% fissato dalla Bank of Japan. Intanto lo yen continua a mostrare una certa forza nei confronti del dollaro, contro il quale scambia in questo momento a 109.5 yen. Questa area è molto interessante anche perché rappresenta la base del doppio massimo che si è venuto a configurare tra maggio e luglio a 114.3. 

Il vero protagonista dell’estate 2017 è stato il dollaro canadese, protagonista di un vero e proprio rally estivo, innescato dalla decisione della banca centrale canadese di rialzare i tassi d’interesse, nel tentativo di anticipare la dinamica inflazionistica. Il livello da monitorare con grande attenzione sul tasso di cambio USD/CAD è quello di 1.24, corrispondente al minimo di fine luglio.

 Nel caso di rottura di questo livello i target desumibili dal grafico settimanale sono posti a 1.2250 e 1.020, mentre un recupero al di sopra del livello di 1.2750 potrebbe spingere al rialzo la coppia valutaria fino a 1.30. Come al solito sarà decisivo l’andamento del prezzo del petrolio , mentre la prossima riunione della Bank of Canada è prevista per il prossimo 6 di settembre.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 24/08/2017

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