I mercati europei sembrano destinati a registrare il loro primo calo settimanale da marzo, interrompendo una serie di otto settimane consecutive di guadagni sulla scia della crescente incertezza sui negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, di sempre maggiori preoccupazione sul governo italiano che verrà formato, e di alcuni dati economici più deboli del previsto da Francia e Germania questa settimana.

Il calo di ieri ha ricevuto un'ulteriore spinta dalla notizia che il presidente Trump ha deciso unilateralmente di annullare il summit del mese prossimo con la Corea del Nord a Singapore, respingendo la retorica aggressiva usata all'inizio di questa settimana dal regime, accusandoli di "tremenda rabbia e ostilità". Questa notizia fa seguito ad una decisione del presidente degli Stati Uniti di attuare un'indagine sulle importazioni di autoveicoli negli Stati Uniti per motivi di sicurezza nazionale.

Gli ultimi due giorni hanno visto una rapida inversione di tendenza dal momento che un numero di fattori diversi, sia geopolitici che economici, sembra aver offerto l'opportunità agli investitori di incassare alcuni guadagni dopo la sovraperformance delle ultime settimane. In realtà non è cambiato molto in termini di contesto economico o politico, tuttavia il sentiment può essere volubile, quindi la grande domanda ora è: questo cambiamento potrebbe portare a una riduzione della propensione al rischio molto più ampio nei prossimi giorni o rappresenta un'altra opportunità di acquisto?

Sembra che ci sia qualche preoccupazione che il rallentamento osservato in alcuni dei dati del primo trimestre in Europa possa riversarsi nel secondo trimestre, dopo i deboli dati di aprile da Germania e Francia questa settimana. Il sondaggio IFO tedesco di maggio potrebbe in qualche modo contribuire a placare tali preoccupazioni o rafforzarle.

Il mese scorso un cambio di metodologia ha visto il numero di aziende intervistate esteso a 7.000, mentre le aziende del settore dei servizi sono state aggiunte ai dati di aprile, e costituiscono una grande percentuale dell'economia tedesca.

I mercati si aspettavano una lettura di 104,7, tuttavia il numero ha deluso, arrivando a 102,1, sollevando preoccupazioni circa le prospettive di un rimbalzo. Se il rallentamento di questa settimana sul PMI dei servizi tedeschi viene ripetuto nel numero IFO di oggi, potremmo vedere un numero inferiore al 102,00 previsto.

Nel Regno Unito, la sterlina è riuscita a registrare un giorno abbastanza positivo dopo che le vendite al dettaglio di aprile sono rimbalzate dell'1,6%, ben al di sopra delle aspettative e più che invertendo il calo relativo all'1,1% di marzo, con un buon eccesso sulle stime. Mentre il rimbalzo è stato accolto, ci sono ancora alcuni punti deboli, con il settore abbigliamento che ha avuto una frenata significativa.

Rimane comunque la sensazione che il rimbalzo di aprile fosse una conseguenza naturale della sottoperformance di marzo e che sia senza dubbio vero, ma c'è anche un elemento di stagionalità.

Negli ultimi tre anni un dati debolli di marzo sono stati seguiti da una forte ripresa di aprile, e la Pasqua senza dubbio gioca un ruolo in ciò. Il test chiave saranno i numeri per questo mese, e in questo caso i presagi sono positivi. Questa settimana l'ultimo report CBI ha fornito numeri di vendita migliori del previsto e ci sarà sicuramente una apinta dal Royal Wedding e il recente clima caldo durante il fine settimana in occasione delle festività inglesi di maggio.

Questo dovrebbe essere positivo per un rimbalzo significativo nel PIL del secondo trimestre, mentre il vice governatore della Banca d'Inghilterra, Dave Ramsden, ha anche avvertito che le pressioni interne sull'indice dei prezzi al consumo stanno iniziando a rafforzarsi nuovamente nei commenti fatti ieri.

Si prevede che la seconda stima odierna del PIL del primo trimestre sia dello 0,1% invariata rispetto alla stima precedente e visto il cattivo tempo di marzo sarebbe una sorpresa se uno qualsiasi degli altri indicatori fosse rivisto al rialzo, anche se potremmo vedere le esportazioni riviste fino allo 0,5 %.

EURUSD- continua a scivolare di nuovo sotto i minimi di dicembre a 1.1710 mentre guardiamo verso l'area 1.1600. Avremmo bisogno di vedere un pullback che superi l'area 1.1830 per stabilizzare e sostenere un ritorno al livello 1.1920.

GBPUSD - dopo il minimo di questa settimana a 1,3305, la sterlina ha tentato di rimbalzare, ma ha bisogno di riportarsi sopra il livello di 1,3480 per stabilizzarsi. Ha ancora il potenziale per tornare a 1,3110 sfruttando supporto della trendline dai minimi di gennaio 2017.

EURGBP - attualmente limitato dalla media mobile a 100 giorni appena sotto il livello di 0,8800, ma dobbiamo spingerci al di sotto del livello di 0,8710 per aprire un ritorno all'area 0,8690 e ai minimi recenti a 0,8640. Una spinta oltre il livello 0.8800 punta al livello di 0.8845.

USDJPY - continua a subire pressioni perché non è riuscito a recuperare l'area di 110,00, potremmo tornare al livello di 108,70. Dobbiamo tornare indietro al livello 110.20 per mettere nel mirino  l'area 111.00.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation Performance nette al 25/05/2018

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