Non è stato un buon mese, o una buona settimana per i mercati azionari europei, con il solo FTSE100 in calo di oltre 400 punti nelle ultime due settimane, che è più dell'intero trading range in cui ha oscliatto negli ultimi tre mesi.

Per quanto riguarda i mercati UK, sembrano essersi stabilizzati ben al di sopra dei minimi dell'anno, a differenza del DAX tedesco che è sceso ai livelli più bassi dalla fine di dicembre 2016 ieri prima del rimbalzo.

Abbiamo assistito a una parvenza di stabilizzazione in Asia durante la notte, con il mercato aiutato da un certo squilibrio di posizioni e prese di profitto in vista del weekend, nonché dall'avvio della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti più tardi oggi.

Il rimbalzo di oggi sembra offrire una breve pausa agli investitori per quella che è stata una settimana da shock e, se la pausa di oggi è benvenuta, resta da vedere se abbiamo toccato il fondo nel breve termine. L'inizio della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti più tardi oggi potrebbe offrire indizi, con particolare attenzione alle previsioni future delle aziande in termini di profitti e di entrate.

Un indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti per settembre potrebbe anche aver mitigato le preoccupazioni per il percorso di rialzo dei tassi di interesse USA, dopo essere sceso al 2,3%, dal 2,7% di agosto, cosa che ha comportato una discesa dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA indietro dalle loro vette.

Il rimbalzo visto in Asia da un giorno all'altro ha contribuito a preparare un'apertura europea positiva questa mattina e, a sua volta, è probabile che possa aprire le porte ad una forte apertura per i mercati statunitensi, dopo una settimana da shock. Ad un certo punto questa settimana il Dow è sceso di oltre 1.300 punti e l'S & P500 di oltre 170 punti.

Gli ultimi dati commerciali cinesi hanno mostrato che le esportazioni sono aumentate del 14,5% a settembre, rispetto al 9,8% di agosto, con un altro surplus record da 225,8 miliardi di dollari con gli Stati Uniti, il che dimostra che le attuali tariffe hanno un effetto molto limitato nel restringere il divario commerciale. Detto questo, le tariffe del 10% su beni per 200 miliardi di dollari implementati a settembre sono entrati in vigore solo verso la fine del mese.

Le importazioni sono state più deludenti, salendo del 14,3%, in calo dal 20% di agosto, il che suggerisce che la domanda interna nell'economia cinese potrebbe rallentare, dopo un grande balzo in luglio, anche se è evidente che le importazioni sono state allo stesso modo deboli alla fine di ogni trimestre quest'anno.

L'aumento del surplus con gli Stati Uniti probabilmente renderà il presidente Trump ancora più determinato ad imporre la sua volontà nell'affrontare il crescente deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina nelle prossime settimane, il che significa che la prospettiva di tariffe sul resto delle merci cinesi rimane un pericolo chiaro e presente.

Sul fronte degli utili andremo a dare un'occhiata agli ultimi aggiornamenti del terzo trimestre di JP Morgan Chase, Citigroup e Wells Fargo Bank e questi ci forniranno una finestra decente non solo per capire quanto bene l'economia americana stia performando. La spesa dei consumatori sembra reggere bene e la banca centrale statunitense ha alzato i tassi per la terza volta quest'anno. Anche l'attività di fusione e acquisizione ha retto, il che dovrebbe significare una pioggia di commissioni.

L'aspetto negativo potrebbe venire dal settore edilizio che sembra mostrare segni di rallentamento, il che potrebbe pesare di più su Wells Fargo, dato che fa molto affidamento sul mercato ipotecario statunitense. Inoltre, la curva dei rendimenti in fase di appiattimento potrebbe pesare sulla redditività delle banche in altre aree, mentre la recente volatilità del mercato, o la sua mancanza negli ultimi tre mesi, potrebbe anche offrire qualche delusione per i ricavi da negoziazione. La guidance sarà fondamentale alla luce dei recenti warning sul commercio e su un rallentamento globale.

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