Apre con un vigoroso rimbalzo il future sul decennale italiano, riportando lo spread Btp-Bund sotto quota 330, livello superato durante la seduta di ieri e che ha intimorito i mercati.
A pesare sul debito italiano e ad innalzare i rendimenti, che hanno sfiorato il 3,7% sul titolo a 10 anni ieri mattina, sono stati i timori per una bocciature da parte della Commissione Europea sulla manovra finanziaria italiana e i risultati sull'asta del BTP Italia, le cui richieste (sia da parte degli investitori istituzionali che da parte del retail) hanno deluso le aspettative, nonostante un rendimento promesso più elevato rispetto alle aste precedenti.
Oggi lo spread segna quota 315 e la volatilità si è fatta sentire fin dalle prime battute.

La tanto temuta bocciatura però non avrà probabilmente un impatto così devastante sul nel breve periodo, in quanto la macchina burocratica europea potrebbe concedere tempo al Governo italiano per negoziare con Bruxelles e disinnescare eventuali raccomandazioni di multe da parte della Commissione.
Qualcosa di analogo successe in passato a Spagna e Portogallo, che ripresi dalla Commissione per non aver rispettato il rientro del deficit, riuscirono velocemente ad accordarsi con l'Unione Europea ed evitare le sanzioni della Commissione prima ancora che venissero formulate sotto forma di raccomandazioni.

Piazza affari, e il comparto bancario in particolare, resterà comunque molto volatile per le prossime due sedute.
 L'indice italiano si trova vicino al supporto di medio termine a 18.415 punti, minimo raggiunto lo scorso Giovedì 25 Ottobre, e che sembra aver reagito positivamente fermando le vendite nella seduta di ieri.

Anche le altre borse europee restano sotto pressione, con il Dax che ieri ha sfiorato gli 11.000 punti, toccando il minimo dallo scorso 8 dicembre. Gli 11.000 punti, che possiamo ora considerare come un supporto, è sicuramente il livello chiave da monitorare nel breve periodo sull'indice tedesco.