La notizia di questa mattina che il proprietario della British Airways IAG ha preso una quota del 4,61% in Norwegian Air ha riportato il prezzo delle azioni del norvegese ai livelli visti l'anno scorso.

Inevitabilmente ha dato luogo a speculazioni sul fatto che IAG potrebbe fare un'offerta completa per la compagnia aerea, che negli ultimi anni ha conosciuto un percorso di crescita esplosivo. Ciò ha inevitabilmente sollevato preoccupazioni sul fatto che la compagnia aerea potrebbe essere sovraesposta.

Nel suo più recente bilancio Norwegian ha dichiarato una perdita maggiore rispetto alle attese per gli ultimi tre mesi del 2017 di 117 milioni di dollari, dopo aver registrato un piccolo profitto l’anno prima.

L’aumento delle uscite a causa delle nuove rotte transatlantiche, ha comportato un aumento notevole dei costi negli ultimi anni, anche se  ci si aspetta un aumento della propria capacità del 40% nel 2018.

Il piano industriale di espandere la flotta di velivoli operativi a più di 190 aerei entro la fine del 2019, a partire dai circa 150 attuali rappresenta un'espansione piuttosto rapida, considerando anche che la compagnia aveva solo 68 velivoli nel 2012.

Il suo successo nel guadagnare quote di mercato dei suoi concorrenti come Ryanair e Easyjet e nel forzare al ribasso i prezzi su rotte a lungo raggio, ha inevitabilmente sollevato la preoccupazione che in un mercato competitivo potrebbe essere in vantaggio.

A dimostrazione che stava avendo un effetto nel mettere pressione ai suoi concorrenti, il CEO di Ryanair, Michael O'Leary, mai uno che si tira indietro, ha affermato lo scorso settembre che Norwegian non sarebbe sopravvissuto all'inverno a causa dei suoi ambiziosi piani di espansione e dei costi crescenti, provocando la risposta piccata  della direzione di Norwegian, secondo la quale a O’Leary bruciava la perdita  dei suoi piloti verso una compagnia aerea in rapida espansione.

Abbiamo visto in passato come una rapida espansione conseguita accumulando troppi debiti possa rapidamente sfuggire di mano.

Per far fronte a queste preoccupazioni, la gestione ha raccolto  168 milioni di dollari a marzo per contribuire a migliorare le proprie finanze attraverso un collocamento di azioni, annunciando inoltre che avrebbe probabilmente registrato una grossa perdita nel primo trimestre, di 335 milioni di dollar, rispetto ai 232 milioni di dollari dell'anno precedente.

La società ha mantenuto aperte le sue opzioni sulla possibilità di raccogliere ulteriore liquidità con un nuovo collocamento, ma ha anche una quota del 17% in Norwegian Finans Holdings che controlla una banca online, Bank Norwegian, un fornitore di prestiti, carte di credito e conti di risparmio. La compagnia aerea ha venduto il 2,5% della sua partecipazione nella banca lo scorso anno, quindi il management ha la possibilità di liberare più capitale in quel modo.

Più incoraggiante dal punto di vista della generazione del cash flow, è l’aumento dei ricavia a 916 milioni $, un incremento di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Altre misure per finanziare il bilancio includono la vendita di alcuni aerei, mentre la compagnia ha posticipato il lancio del suo servizio di voli low cost in Canada fino al 2019, anche se questo è dovuto ai ritardi nella consegna degli aerei più di qualsiasi preoccupazione sui costi.

Gli ultimi dati sul numero di passeggeri a marzo hanno mostrato un forte aumento del traffico del 48%, insieme a un aumento delle entrate per passeggero. Anche il suo load factor è salito all'86,7% suggerendo che per ora l'azienda continua a essere in grado di sostenere i suoi piani di espansione, anche se gli investitori rimarranno inevitabilmente preoccupati per la capacità delle compagnia aeree di continuare a crescere in un momento in cui i prezzi del petrolio e l'incertezza geopolitica stanno aumentando.

Le notizie di questa mattina potrebbero suggerire che IAG ritiene che ci sia un'opportunità qui data il livello del prezzo delle azioni, o potrebbe semplicemente mantenere le sue opzioni aperte in caso di ulteriori difficoltà. Il tempo lo dirà.