Non si arresta la risalita delle quotazioni del petrolio e la volatilità si mantiene su livelli davvero elevati. E’ bastato lo sciopero dei lavoratori del Kuwait nei giorni scorsi ad arrestare la caduta post 17 aprile (meeting di Doha tra i paesi produttori concluso con un nulla di fatto); ma non si tratta dell’unica notizia che ha mosso le quotazioni: ad essa, si aggiungono da diminuzione dell’estrazioni negli Usa (siamo ai minimi dal 2014) e il progressivo rallentamento della produzione di shale oil con la maggioranza delle imprese che non sopravvivono agli attuali prezzi del greggio. In questi ultimi giorni però, c’è una nuova possibilità di accordo paventata dall’Iraq che sta cercando di organizzare un incontro in Russia allo scopo di calmierare la produzione. La cosa strana è che la Russia non ne sa niente e, insieme all’Arabia, per contro, potrebbe aumentare la produzione… --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.