Nervosismo e preoccupazione sono il pane quotidiano della piazza finanziaria londinese. E questa insistita volatilità non è un evento inaspettato dagli operatori. Serve più a drammatizzare il dibattito che non a rappresentare il quadro esatto degli schieramenti e delle loro forze reali. Dal sondaggio di YouGov per la rete Itv è emerso che il 45% dei votanti è contro l' Europa e il 41% è a favore. Qualcuno poi sospetta che dipingere una situazione di gravità ed elettrizzare il mercato sembra funzionale alla strategia adottata da David Cameron. Che ieri ha incassato anche le preoccupazioni di Janet Yellen, capo della Federal Reserve americana, per le «significative ripercussioni» della Brexit sull' economia mondiale. Downing Street si è messa sulla spalle il peso della campagna anti Brexit. E lo ha fatto usando come leva la prospettiva di un disastro economico prossimo venturo nel caso di strappo con la Ue. Il primo ministro lo ha ripetuto con grande enfasi proprio mentre la sterlina ballava sui mercati: «La Brexit significa piazzare una bomba sotto la nostra economia e il fronte che la sostiene è antidemocratico e sconsiderato». In sostanza, chi invoca l' uscita dall' Europa non ha chiaro che davanti non c' è un futuro più florido ma solo un salto nel buio con pesanti ripercussioni sul fronte industriale, dell' import-export, degli investimenti finanziari.