La settimana scorsa i mercati statunitensi sono riusciti a tenere abbastanza bene, con il Dow che ha guadagnato per la quinta settimana di seguito, mentre lo S&P 500 ha perso solo una piccola parte del terreno guadagnato.

Gli eventi della scorsa settimana sono riusciti a dirci molto di più su come sta andando l'economia globale e,  economia americana a parte, non è particolarmente incoraggiante. La divergenza che abbiamo visto alla fine dell'anno scorso, con l'economia americana che sta sovraperformando, non mostra segni di inversione di tendenza con l'FMI che avverte che l'economia globale rischia di rallentare ulteriormente nel 2019, con Europa e Cina particolarmente a rischio.

Questi avvertimenti non sembrano aver scoraggiato gli investitori europei dall'accumulare le azioni europee, con il DAX e il CAC 40 che hanno raggiunto i massimi livelli dall'inizio di dicembre, anche se i mercati europei sembrano sul punto di aprirsi leggermente in calo questa mattina. Tutto questo nonostante le crescenti prove che entrambe le economie hanno continuato a faticare avvicinandosi al 2019, con l'economia francese che ha avvertito gli effetti dei recenti disordini pubblici, causati dalle proteste dei giubbotti gialli o "gilet jaunes".

Mentre ci accingiamo alla chiusura di questo mese,  gennaio sembra destinato a essere un mese decente per la maggior parte dei mercati azionari, tuttavia sembra ancora un po' presto affinchè sia tutto chiaro dopo quella che è stata una bruttissima fine al 2018, con il FTSE100 in particolare che sta sottoperformando rispetto agli altri indici questo mese.

Questa cautela sembra ben giustificata alla luce delle decisioni della Banca del Giappone e della Banca Centrale Europea della scorsa settimana, che sono state molto accomodanti in merito alle preoccupazioni per un indebolimento delle prospettive economiche, nonché per il basso volume di scambi commerciali.

Possiamo anche guardare avanti alla prossima fase dei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina di questa settimana, quando la delegazione cinese arriverà a Washington, guidata dal vice premier Liu He, braccio destro di Xi.

Dopo le importanti riunioni delle banche centrali della settimana scorsa, questa settimana sentiremo anche la Federal Reserve statunitense e le opinioni delle autorità statunitensi sul futuro percorso dei tassi di interesse per l'economia statunitense. Tutte le indicazioni sono per un messaggio accomodante, dati i recenti commenti di una vasta schiera di funzionari della Fed nelle ultime settimane. Questo scenario dovrebbe essere abbastanza scontato dato lo shutdown del governo degli Stati Uniti questo mese, che si è concluso nel fine settimana, con funzionari che probabilmente si nasconderanno dietro la mancanza di dati economici per questo mese, dato lo stop alla raccolta di statistiche economiche.

Sarà un'altra grande settimana a Westminster, con la prossima tappa del dibattito sulla Brexit che prenderà forma domani. La sterlina ha ottenuto alcuni guadagni decenti nelle ultime settimane sulla base del fatto che una Brexit "senza accordo" sembra una prospettiva molto più distante. Molto di questo sembra ancora più un desiderio che altro, data l'equilibrio parlamentare.  I mercati sembrano avere molta più fiducia nei politici di quanto molti credano di meritare, tuttavia la sterlina ha toccato i massimi degli ultimi diciotto mesi contro l'euro sulla base del fatto che un'estensione dell'articolo 50 potrebbe farsi  strada in un emendamento, quando il Parlamento si riunirà per discutere e tentare di superare lo stallo sull'accordo di uscita del Regno Unito domani.

EURUSD - ha colto un rimbalzo dal livello di 1.1285 la scorsa settimana, ma deve tornare indietro al di sopra del livello 1.1420 per consolidarsi e segnalare un passaggio verso il livello 1.1500. La pressione al ribasso rimane intatta finchè resta sotto 1,1420 con il potenziale per un test verso i minimi di novembre a 1,1215 e l'area di 1,1000.

GBPUSD - ha ottenuto forti rialzi la scorsa settimana passando senza problemi attraverso la media mobile a 200 giorni a 1,3060 e ora ha il potenziale per raggiungere i massimi di ottobre a 1,3260. Solo un ritorno al di sotto dell'area 1.3020 ritarderebbe questo scenario e aprirebbe ad un ritorno all'area 1.2820.

EURGBP - continua a sembrare debole con il potenziale di ulteriori perdite su una rottura al di sotto dei minimi recenti a 0,8615 / 20. Una flessione verso l'area 0.8600 ha il potenziale per aprire ulteriori perdite verso i minimi del 2017 a 0.8300. Abbiamo bisogno di vedere un ritorno al di sopra dell'area 0.8730 e alla media mobile a 200 giorni a 0.8860 per un consolidamento.

USDJPY - attualmente è limitato appena dall'area 110.20 e finchè resta qui sotto il rischio è che si torni al di sotto del supporto nell'area 109.20 e un ritorno verso l'area 108.70 e 108.20. Sopra 110.20 si discute per un movimento verso 111,00

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 28/01/2019

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