• Dati occupazione dagli Stati Uniti
  • Meeting per Bank Of Canada e Bank of Australia
  • Dati sul commercio estero dalla Cina
  • Nuovi incontri a Bruxelles per Theresa May

La scorsa settimana si è chiusa all’insegna della volatilità, generata dalla notizia di nuovi sviluppi per il Russiagate, dopo che Michael Flynn è stato dichiarato colpevole di aver mentito alla FBI e si è dichiarato disponibile a testimoniare contro il presidente Trump. La notizia ha generato un’ondata di vendite, che ha fatto perdere al Dow Jones più di 300 punti in pochi minuti, discesa che poi è stata riassorbita già nella giornata di venerdì. Questa mattina l’apertura è stata positiva, in scia alla notizia di un possibile accordo tra i repubblicani al Senato in merito alla riforma fiscale.

Non farm payroll

La settimana sarà caratterizzata dalla pubblicazione dei dati relativi all’occupazione negli Stati Uniti, che prenderà il via mercoledì  con la pubblicazione del report ADP, che come al solito rappresenta un’anticipazione significativa dei non farm payroll e dal quale si attende un aumento delle buste paga di 190000 unità. Sempre mercoledì il Dipartimento per il Lavoro americano pubblicherà i dati relativi alla produttività per il terzo trimestre, prevista in aumento del 3.2% su base annua. Infine venerdì sarà la volta dei non farm payroll, con gli economisti che si aspettano un aumento di 198000 unità ed un tasso di disoccupazione stabile al 4.1%. Sotto la lente degli operatori ci sarà però l’andamento dei salari orari, che sono attesi in aumento dello 0.3% su base mensile dopo lo stop dello scorso mese. Questi dati saranno fondamentali per orientare le decisioni della Fed in occasione della prossima riunione in programma per il 12-13 dicembre, da cui è atteso un aumento dei tassi d’interesse di 25 punti base. Vedremo se il dato avrà una qualche conseguenza per il dollaro, che ha palesato nella scorsa settimana una certa debolezza nei confronti dell’euro che si è riportato in area 1.1950. 

Meeting per BOC e RBA

A proposito di banche centrali, sarà la settimana dei meeting per la Reserve Bank of Australia e Bank of Canada, che si terranno rispettivamente martedì e mercoledì. 

Per il dollaro australiano sarà una settimana particolarmente movimentata, dato che saranno pubblicati anche i dati relativi al Pil (mercoledì all’1.30 con un’attesa di una crescita del 3% su base annuale e dello 0.7% su base trimestrale) e alla bilancia commerciale (giovedì sempre all’1.30 del mattino). La RBA celebrerà il suo meeting martedì alle 4.30, anche se non è previsto un aumento dei tassi, con la banca centrale australiana preoccupata per l’andamento del mercato immobiliare surriscaldato e dell’inflazione, che al momento langue.

Nessuna novità in vista anche per la Bank of Canada, che dovrebbe rimanere ferma almeno fino al prossimo mese di aprile. In questo caso a pesare sono le incertezze relative all’andamento dei negoziati sul Nafta. 

Negoziati tra Unione Europea e Regno Unito

Nella giornata di oggi Theresa May è attesa per oggi a Bruxelles per un incontro con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e con Donald Tusk, per discutere in particolare della questione relativa ai confini irlandesi e della proroga della fase transitoria della giurisdizione della Corte Europea di Strasburgo sul Regno Unito. Secondo i giornali britannici la prima parte dell’accordo, che riguarda il conto del divorzio, i diritti dei cittadini Ue e la questione dei confini, potrebbe essere chiusa già questa settimana. Resterebbe poi aperta la seconda parte del negoziato che riguarderebbe le future relazioni commerciali. Vedremo se la chiusura di questa fase dei negoziati darà una nuova spinta alla sterlina che nella scorsa settimana si è riportata sopra 1.35 contro il dollaro.

Dati bilancia commeciale cinese

Venerdì alle 4.00 verrà pubblicato il dato sul surplus commerciale cinese che dovrebbe attestarsi a 39.5 miliardi di dollari nel mese di novembre secondo le previsioni degli economisti, in rialzo rispetto ai 38.2 miliardi di ottobre. Le esportazioni sono previste in aumento del 7.2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre le importazioni dovrebbero aumentare del 12%. Sarà fondamenale monitorare il dato non solo per le implicazioni dirette sullo yuan e sul mercato azionario cinese, ma anche sulle materie prime (rame in particolare) e sul dollaro australiano, dato che la Cina è il principale partner commerciale per l’Australia.

Fonte : CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 04/12/2017


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