I mercati azionari europei e statunitensi hanno avuto ieri una sessione positiva.

Il settore bancario italiano è salito in scia alle notizie secondo le quali l'amministrazione di Roma sta considerando di gestire un deficit di bilancio inferiore al previsto. Inizialmente il governo di coalizione prevedeva un deficit di bilancio del 2,4%, e ora secondo le indiscrezioni stanno considerando un deficit del 2-2,1%. Gli investitori hanno accolto con favore la notizia, poiché ha tolto pressione ai rendimenti dei titoli di Stato italiani, e a sua volta ha aiutato il settore bancario. La mossa potrebbe riflettere una mossa tattica del governo italiano per mantenere sotto controllo sui rendimenti obbligazionari. Il tempo dirà se si tratta di uno stratagemma o meno, ma per il momento gli investitori sono più fiduciosi per il sistema bancario italiano ed eurozona.

Abbiamo potuto ascoltare ieri Mario Draghi, il capo della Banca Centrale Europea (BCE), e il banchiere centrale ha avvertito che la crescita sta perdendo slancio. Draghi ha anche dichiarato che è ancora necessario uno stimolo monetario significativo e prevede che la pressione inflazionistica si raffreddi a causa del declino del mercato petrolifero. Questi commenti un po' accomodanti hanno anche agito da meccanismo di supporto per i mercati azionari della zona euro. In estate la BCE ha spinto la linea che i tassi resteranno in sospeso fino almeno alla fine del 2019, e ora, dato il modo in cui stanno andando le cose, potremmo non vedere un aumento nel 2019.

I mercati azionari in Asia durante la notte sono stati in generale leggermente in rialzo nonostante le minacce del presidente Trump secondo cui i consumatori potrebbero sopportare in futuro tariffe del 10% su iPhone e laptop importati dalla Cina. Trump ha anche minacciato di aumentare le tariffe su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi al 25%, dal 10%, e ha anche avvertito di poter imporre tariffe addizionali. Questo potrebbe essere sempicemente spropositato in vista del vertice del G20, ma Trump è conosciuto per essere imprevedibile.

I rivenditori al dettaglio americani hanno avuto una buona seduta ieri grazie al Black Friday e al Cyber Monday. I rivenditori hanno dovuto diventare più aggressivi per le difficoltà incontrate dagli acquirenti ultimamente e i clienti hanno ancora chiaramente appetito dato che è stato fissato un nuovo record per il Black Friday e ci sono indiscrezioni secondo le quali anche il Cyber Monday ha stabilito un record. Amazon, Best Buy e Wal-Mart sono saliti ieri dato che i consumatori hanno fatto il pieno prima di Natale.

Richard Clarida, vicepresidente della Federal Reserve, interverrà a New York alle 14.30. Il banchiere centrale ha attirato l'attenzione dei trader di recente quando ha affermato che la Fed potrebbe essere più vicina al tasso di neutralità di quanto la gente pensi e gli operatori hanno letto queste dichiarazioni come segno che la banca centrale USA potrebbe alzare i tassi ad un ritmo più lento di quanto inizialmente ipotizzato. Il rapporto sulla fiducia dei consumatori del Conference Board sarà pubblicato alle 16:00 e la stima di consenso è 135,9.

Non c'è stato molto sostegno per l'accordo di Theresa May ieri nel dibattito alla Camera dei Comuni e il Primo Ministro dovrà affrontare momenti difficili per convincere sia gli alleati che gli avversari a sostenere l'accordo. Alcuni parlamentari potrebbero considerarla l'opzione meno negativa e la prospettiva di un no-deal potrebbe spaventare alcuni politici. La sterlina non ha avuto particolare reazione al dibattito. Il report sulle vendite realizzato dal CBI sarà annunciato alle 12:00 e gli operatori economici si attendono una lettura di 10.

Il petrolio ha rimbalzato ieri dopo aver subito una grave perdita venerdì. Il passaggio al rialzo ieri impallidisce ancora rispetto alle recenti perdite e l'ambiente generale è ancora debole. La produzione dall'Arabia Saudita ha superato gli 11 milioni di barili al giorno - il massimo storico. Anche gli inventari americani sono aumentati. L'OPEC si incontrerà all'inizio di dicembre e ci sono voci di una possibile riduzione della produzione, ma l'Arabia Saudita è sotto la continua pressione dal presidente Trump per mantenere bassi i prezzi, quindi il Regno potrebbe non giocare lo stesso gioco del resto del gruppo.

EUR/USD - ha iniziato a scendere  dalla fine di settembre e, se si mantenesse al di sotto dell'area 1.1510 / 00, potrebbe aprirsi la strada per il test della zona 1.1215. Una mossa al rialzo potrebbe imbattersi in resistenza a 1.1548 - la media mobile a 100 giorni.

GBP / USD - ha ampiamente spinto verso il basso da settembre e se la mossa ribassista continuasss, potrebbe raggiungere l'obiettivo di 1.2661. Una rottura sopra 1.3000 potrebbe portare in gioco l'area di 1.3174.

EUR / GBP - è salito a metà novembre e se la tendenza rialzista continuasse potrebbe arrivare a 0,8939 o a 0,9000. Un a rottura al di sotto di 0.8720 - corrispondente alla media mobile a 200 giorni potrebbe portare a 0.8700 in gioco.

USD / JPY - la tendenza al rialzo iniziata a marzo è ancora intatta e, se il trend positivo continuasse, potrebbe raggiungere il target di 114,73. Il supporto potrebbe essere trovato a 111.39.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 26/11/2018

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