Inizio di settimana decisamente turbolento sui mercati finanziari dopo il tweet di ieri di Donald Trump, che ha annunciato l’aumento dei dazi dal 10% al 25% su importazioni dalla Cina per un controvalore di 200 miliardi di dollari a partire da venerdì prossimo, ventilando la possibilità di nuove tariffe su altri 325 miliardi di beni, fino ad ora esentati.

Per i mercati finanziari si è trattato di un  vero e proprio fulmine a ciel sereno, dopo le dichiarazioni delle scorse settimana da parte dei negoziatori americani, che avevano mostrato un certo ottimismo  sull’andamento delle trattative, anche se la mancanza di dettagli su alcune delle questioni chiave aveva sollevato alcune perplessità tra gli operatori.

Per giovedì era prevista la visita a Washington di una delegazione di 100 negoziatori cinesi guidati da Liu, per quello che doveva rappresentare un round decisivo per la chiusura delle nogoziazioni, ma il viaggio sembra essere ora in dubbio, visti gli ultimi inattesi sviluppi.

Che si tratti di una reale minaccia o di una strategia negoziale non è al momento chiaro, ma

Tutti i principali indici sono in territorio negativo, con cali particolarmente accentuati in Asia, viste le possibili conseguenze economiche dovute all’introduzione delle nuove tariffe per il continente, mentre sul mercato forex la valuta più penalizzata è stata lo Yuan, in calo dell’1.3%, mentre la valuta meglio performante è stato lo Yen, come spesso accade in fasi avversione al richio. Il dollaro australiano, sempre molto sensibile agli sviluppi dei negoziati commerciali, è invece sceso al di sotto della soglia critica di 0.70 contro il dollaro americano.

Il Ftsemib ha aperto con un calo del 2.05%, con cali particolarmente accentuati per il settore high tech, quello automobilistico e del lusso, con particolari difficoltà per Stmicroeletronics, Salvatore Ferragamo e Fiat Chrysler. Penalizzata anche Saipem, vista la discesa del petrolio, mentre oggi è atteso un cda decisivo per Telecom Italia, nella speranza che venga a risolversi lo stallo tra Elliot e Vivendi. Inizia male la settimana per il settore bancario, che sarà al centro dell’attenzione con la pubblicazione dei risultati di alcune tra le principali banche italiane.

Sul fronte dei dati, questa mattina c’è stata la pubblicazione dei PMI servizi per alcune delle principali economie dell’Eurozona. Il PMI servizi per la Germania si è attestato a 55.7, superando le aspettative che erano fissate a 55.6 e migliorando il risultato di 55.4 dello scorso mese. In miglioramento il risultato per la Francia, il cui PMI torna in area di espanzione a 50.5, dopo essere sceso a 49.1 il mese scorso. Il dato italiano, seppur in area di espansione a 50.4, si rivela sia al di sotto delle attesea a 52, che inferiore rispetto al 53.1 del mese di aprile.

Fonte : CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 06/05/2019

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