I mercati europei sono riusciti a prendere un po' di respiro ieri, nella speranza che l'arrivo del vicepremier cinese Liu He a Washington oggi potrebbe essere il precursore di una qualche forma di accordo commerciale prima del weekend.

Questo ottimismo si è tradotto in un rimbalzo anche per i mercati statunitensi, dopo che il presidente Trump ha twittato che i funzionari cinesi stavano venendo negli Stati Uniti per raggiungere un accordo sul commercio. Mentre sarebbe bello credere alla speranza e al clamore, le indiscrezioni di ieri secondo cio i funzionari cinesi hanno apportato modifiche sistematiche su larga scala a una bozza di trattato di 150 pagine, provocando accuse di aver fatto marcia indietro da parte di funzionari statunitensi, sembrerebbe suggerire che la barra per qualsiasi forma di accordo entro il fine settimana è così alta che non saremo in grado di superarla.

Questo è stato più o meno confermato dal presidente Trump in un intervento ad una manifestazione in Florida, quando ha affermato che la Cina "ha rotto l'accordo" e dovrà pagare. Ha continuato dicendo che gli Stati Uniti non si tirerà indietro finché la Cina non "smetterà di imbrogliare i nostri lavoratori e di rubare il nostro lavoro". Abbiamo anche scoperto i dettagli della nuova serie di tariffe che sono state pubblicate ieri e che verranno implementate a partire da venerdì e che, con ogni probabilità, porteranno a misure di ritorsione dai cinesi.

Tenendo in considerazione che solo la scorsa settimana le aspettative stavano aumentando sul fatto che avremmo potuto assistere a una qualche forma di ratificata di un accordo a fine mese, gli eventi degli ultimi giorni hanno sollevato la prospettiva che il tira-molla  degli ultimi mesi non fosse altro che teatro politico e che siamo ancora lontani da qualsiasi tipo di accordo che possa soddisfare le aspettative del mercato.

I mercati statunitensi sono riusciti a chiudere sopra i loro minimi la notte scorsa, con l'aspettativa che la visita della delegazione cinese avrebbe alleggerito le difficoltà del mercato. Ciò sembra improbabile dato che finora non abbiamo davvero sentito nulla dai cinesi sugli eventi degli ultimi giorni.

Di conseguenza, gli eventi che hanno preceduto il fine settimana potrebbero vedere i mercati accelerare in entrambe le direzioni, ma per ora i mercati asiatici sono nettamente in ribasso e questo prima ancora di prendere in considerazione ciò che gli Stati Uniti hanno fatto in relazione alle nuove sanzioni iraniane.

La scorsa notte l'amministrazione statunitense ha annunciato nuove sanzioni sull'economia iraniana, questa volta indirizzate al settore dei metalli, che rappresenta circa il 10% delle esportazioni del paese. Le sanzioni sarebbero rivolte ai metalli industriali, ovvero ferro, acciaio, rame e alluminio.

Guardando avanti  alla sessione europea di oggi, i mercati sembrano destinati a seguire i mercati in Asia e aprirsi leggermente al ribasso, con la maggior attenzione focalizzata sugli eventi a Washington.

Sul fronte dell'IPO, il management di Uber rischia di essere in una posizione scomoda sulle loro poltrone prima della definizione del prezzo dell'IPO, per il debutto di domani. Le indiscrezioni iniziali sembrerebbero suggerire che il prezzo potrebbe essere verso la fascia bassa  di prezzo tra  44 a  50 dollari.

Ciò sembra molto più probabile, viste le performance azionaria del suo concorrente minore Lyft ieri, in quanto hanno perso un altro 10% chiudendo a poco meno di 53 dollari, un nuovo minimo e quasi il 20% al di sotto del prezzo di lancio dell'IPO. Con le posizioni ribassiste su Lyft che crescono di giorno in giorno, i dirigenti di Uber potrebbero trovarsi in una situazione simile tra qualche giorno se lo scetticismo intorno alla valutazione di Lyft iniziasse a insinuarsi nei mercati  intorno al prezzo altrettanto irrealistico di Uber.

Fonte : CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 09/05/2019

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