Continua senza sosta il rally del mercato giapponese partito ormai una anno fa e che ha riportato l’indice Nikkei sui massimi da inizio millennio, come mostrato dal seguente grafico. Gran parte del merito di questo rialzo azionario è sicuramente dovuto alla politica ultraespansiva implementata dalla Boj, guidata dal governatore Haruiko Kuroda, il quale ha avuto uno specifico mandato di riportare il tasso di inflazione sopra al 2%. A questo fine è stato implementato un massiccio programma di Quantitative Easing inaugurato il 4 aprile 2013, il quale prevedeva acquisti per di 70 trilioni di Yen all’anno, poi ulteriormente allargato il 31 ottobre 2014 a 80 trilioni di Yen. Proprio questo ulteriore allargamento ha dato la spinta decisiva per l'incredibile rally che ha portato ad un incremento dell'indice del 35%. Parallelamente a questa dinamica dell'indice azionario si è assistito ad una forte svalutazione dello Yen nei confronti delle principali valute. L'unica eccezione è rappresentata dal tasso nei confronti dell'Euro, cosa per altro non sorprendente dato che le politiche della BCE in questo ultimo anno sono state altrettanto espansive. Il mercato giapponese resta un mercato interessante, anche se nubi all'orizzonte si stanno addensando. In particolar modo le principali preoccupazioni vengono dalla vicina Cina, il cui rallentamento potrebbe avere conseguenze negative sul Giappone. Al tempo stesso un futuro rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti e in Gran Bretagna potrebbe portare un ulteriore indebolimento dello Yen, le cui conseguenze sono però difficili da valutare.