Ieri i mercati azionari in Europa si sono scrollati di dosso  le preoccupazioni per una recessione tecnica in Germania, invertendo il loro modesto pullback di lunedì con un altro giorno di guadagni decenti,grazie all'ottimismo sui progressi negli ultimi colloqui commerciali della Cina dopo che il presidente Trump ha twittato che i colloqui con la Cina sul commercio "stanno andando molto bene”,  mentre i colloqui stessi sono stati estesi inaspettatamente  ad un  terzo giorno.

D'altro canto, le preoccupazioni per la debole attività economica in Europa rendono molto meno probabile che la Banca Centrale Europea sarà in grado di fare qualcosa di diverso dal cercare di alzare i toni nel momento in cui si tratta di mantenere viva la prospettiva che i tassi possano salire nel quarto trimestre di questo anno. La realtà è che nessuno crede seriamente che saranno in grado di mantenere quella guidance e se c'è qualcuno che lo fa ancora, probabilmente ha ecceduto  un po' troppo nei festeggiamenti.

Forse stiamo mettendo il carro davanti ai buoi per quanto riguarda questa prospettiva leggermente più morbida per la politica delle banche centrali potrebbe , ma sembra altamente improbabile che otterremo ulteriori mosse della banca centrale nella prima metà di quest'anno, almeno fino a quando  non avremo un quadro economico molto più chiaro e maggior chiarezza sui  rischi estremi presentati dalla disputa  commerciale USA/Cina, dallo shutdown  del governo USA, dalla Brexit e dalle prospettive economiche per l'Europa.

Come tale, possiamo aspettarci di vedere un' apertura dei mercati europei  in rialzo questa mattina dopo che un'altra sessione americana positiva, che ha visto la prima striscia positiva di guadagni consecutivi di tre giorni  da novembre.

La principale domanda che ci viene posta è se abbiamo trovato una base dopo le forti cadute nell'ultimo trimestre. Su questo, il giudizio è sospeso, ma è del tutto possibile che questo particolare rimbalzo possa continuare a scontrarsi con nuove sorprese inaspettate.

I dati commerciali tedeschi di oggi per novembre potrebbero offrire un'ulteriore indicazione benefica su quanto bene o male, l'economia tedesca stia performando nel quarto trimestre dopo un'altra serie di dati economici scioccanti ieri, con la produzione industriale che ha continuato a scendere a novembre. Per il mese di novembre è atteso un surplus di 17,6 miliardi euro, anche se le preoccupazioni per le guerre commerciali e il rallentamento della crescita economica potrebbero influenzare tale previsione. Ulteriori numeri deludenti metterebbero in discussione la decisione della BCE di porre fine al suo programma di attività alla fine dell'anno scorso.

Avremo anche l'ultima decisione sui tassi della Bank of Canada con alcuni commentatori che suggeriscono che la banca centrale potrebbe seguire la Federal Reserve statunitense e aumentare i tassi di 25 punti base. Ciò sembra improbabile considerando quanto sia stata controversa  la decisione della Fed nei mesi scorsi  nel contesto di ulteriori bruschi movimenti dei mercati azionari verso la fine dello scorso anno. Questa preoccupazione per una politica Fed eccessivamente aggressiva ha portato il presidente Powell a fare marcia indietro la scorsa settimana per quanto riguarda l'orientamento futuro e, come tale, sarebbe un po' sorprendente se la Bank of Canada dovesse realizzare ciò che i mercati percepiscono potrebbe essere stato un passo falso della Fed.

Inoltre, l'inflazione in Canada rimane ancora bassa, dopo essere scivolata nettamente dal 2,4% di tre mesi fa a ben al di sotto del 2% ora, all'1,7%. In questo tipo di contesto e la debole crescita dei salari è più probabile che la Bank of Canada mantenga lo status quo dell'1,75%.

Avremo anche gli ultimi verbali  della riunione della Fed dell' ultimo mese, in cui è stata presa la decisione di alzare i tassi per la quarta volta nel 2018. La dichiarazione del presidente Jay Powell la settimana scorsa potrebbe averli resi superati, tuttavia è probabile che le dinamiche tra i vari partecipanti siano significative soprattutto per quanto riguarda l'eventuale inquietudine sulla velocità con cui la Fed si sta muovendo, e in tal caso, sarebbe importante capire se vi fosse qualche disaccordo significativo sul rallentamento della riduzione del bilancio, nonché sulla revisione delle proiezioni economiche.

EURUSD - lunedì non è riuscito ad avvicinare la zona 1.1500 mantenendo intatto l'ampio trading range in cui siamo stati dalla fine di ottobre. Abbiamo un supporto verso di 1.1250. Un supporto provvisorio si trova nell'area 1,1370. Fino a quando non avremo una significativa rottura su uno dei lati di questo range, possiamo aspettarci di vedere più o meno la stessa cosa. Sopra 1.1500 obiettivi il livello 1.1600.

GBPUSD - ha effettuato un nuovo minimo mensile marginale la settimana scorsa a 1,2430 prima di rimbalzare in modo deciso. Abbiamo bisogno di superare l'area 1.2820 per rimettere nel mirino l'area di 1.3000. Abbiamo un supporto temporaneo a 1.2680. Una mossa sotto 1.2400 averebbe come obiettivo i minimi del 2016 vicino all'area 1.2000.

EURGBP: il livello di 0,9100 rimane una zona chiave di resistenza nonostante un breve picco a 0,9120 la scorsa settimana. La tendenza resta per un ritorno al di sotto di 0,8920 verso il livello 0,8820, poiché l'ampio range compreso tra 0,8700 e 0,9100 che ha dominato negli ultimi quattro mesi rimane intatto.

USDJPY - La discesa della scorsa settimana non è stata in grado di scendere sotto il minimo dello scorso anno a 104,60, e da quel momento ha rimbalzato fortemente. Abbiamo bisogno di recuperare l'area di 109.20 per discutere di un ritorno all'area 110.30.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 09/01/2019

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