Ieri le borse europee e americane hanno accusato la debolezza del prezzo del petrolio.

Il greggio segna ormai un -17% dal massimo relativo di Maggio con il WTI che sembra più sottopressione rispetto al Brent.

In tempi normali sarebbe bastato un intervento Iraniano per dare fiato al prezzo del greggio, ma in questo caso, invece, ha fornito solamente una pausa prima di un nuovo calo dell’oro nero. Le sue parole su un possibile tavolo dell’opec pronto a discutere di nuovi tagli della produzione sono state spazzate via dal calo delle quotazioni.

A pesare sul prezzo del greggio è sia l’aumento significativo di produzione da parte di Libia e Nigeria che le paure di una minore domanda asiatica.

Un ulteriore fardello potrebbe essere rappresentato dalla nuova leadership saudita, visto che al momento l’Arabia è l’unico Paese in grado, grazie a mirati tagli di produzione, di creare un trend al rialzo del petrolio.

Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; giugno 2017

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